SEGRETI BANCARI

Le dieci domande a Bankitalia sul default della quattro banche

Poste da Commissione indagine Regione. Audizione il 12 aprile

Redazione Pdn

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La Carichieti (s)venduta all’asta a febbraio

Visco, Banca d'Italia

ANCONA. Un pacchetto di dieci domande "abbastanza dure ed esplicite" a Banca d'Italia sulla vicenda di Banca Marche, finita in un default di circa un miliardo di euro, sottoposta insieme Banca Etruria, Cariferrara e Carichieti a procedura di risoluzione e da poco dichiarata insolvente dal Tribunale fallimentare di Ancona.

Le ha annunciate il presidente della Commissione di indagine istituita dal Consiglio regionale delle Marche Mirco Carloni (Area Popolare): i quesiti sono già stati inviati e a rispondere sarà Roberto Cercone, dell'Unità di risoluzione e gestione della crisi della Banca d'Italia, che verrà sentito il 12 aprile prossimo. La Commissione ha già avuto sette incontri: tra gli altri con la Consob, con l'ex presidente dell'istituto di credito tra il 2009 e il 2012 Michele Ambrosini, con il dg della vecchia banca e ora amministratore delegato di Nuova Banca Marche Luciano Goffi, con i sindacati e le associazioni dei consumatori, oltre ad avere interpellato le fondazioni bancarie. Ma l'incontro con Banca d'Italia - fa capire Carloni - servirà a tirare le fila di tutte le informazioni sinora raccolte. I quesiti spaziano a 360 gradi: si va dalle attività di vigilanza su Banca Marche "a cominciare dalla metà degli anni 2000 e fino al commissariamento (seconda metà del 2013) agli esiti delle verifiche stesse su eventuali "criticità gestionali tra il 2006 e il 2012".

L'ultima domanda è legata alla più recente attualità: quale è l'opinione di Bankitalia sulle dichiarazioni di stato di insolvenza delle vecchie banche? In mezzo una serie di interrogativi che mirano a ricostruire nel dettaglio il percorso che ha portato l'istituto di credito, commissariato da Bankitalia, fino al default, con particolare attenzione alle attività di vigilanza e controllo di Banca d'Italia, comprese quelle alla vigilia dell'aumento di capitale da 180 milioni di euro del 2012 e le indicazioni date alla Consob. Nel mirino anche l'operato, per gli accantonamenti, prima di Goffi poi dei commissari nominati da Bankitalia.

La Commissione chiede inoltre di sapere "quali criteri sono stati adottati per la valutazione dei crediti deteriorati o Npl" nell'ambito del procedimento di risoluzione, oltre a chiarimenti sul mancato salvataggio da parte di Fonspa e del Fondo Interbancario Tutela Depositi. E ancora la data di notifica della lettera della Commissione Europea "con la quale si auspicava il ricorso alla procedura di risoluzione". La Commissione regionale concluderà i lavori a maggio: l'obiettivo - spiega Carloni - è "una ricostruzione storico-politica della vicenda Banca Marche".

Ricostruzione che potrebbe essere diversa da quella a cui si arriverà in sede giudiziaria, nei procedimenti avviati dalla Procura della Repubblica di Ancona: quello principale con 36 indagati tra ex vertici, ex manager e ex revisori dei conti, l'altro stralcio nei confronti dell'ex dg Massimo Bianconi e di due imprenditori, l'indagine per bancarotta aperta dopo la dichiarazione di insolvenza di BM. E che potrebbe essere ancora diversa dal pronunciamento del Tar del Lazio, a cui si sono rivolte le Fondazioni bancarie di Pesaro e di Jesi per chiedere l'annullamento del decreto salva banche.