BANCHE

Accordo con Ue su criteri ristori banche. Arriva decreto

Vestager: «confronto su verifica frodi, soluzione non aggiri regole»

Redazione Pdn

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Salva Banche. In consiglio dei ministri in arrivo decreto unico, anche per gli indennizzi

ROMA. Un nuovo decreto legge, che traduca in norme i nuovi parametri concordati con Bruxelles per 'allargare le maglie' degli indennizzi ai risparmiatori delle 4 banche salvate dal governo che hanno visto azzerati i loro investimenti. Ancora si dovrà attendere, difficile che il testo sia pronto già questa settimana, ma, ottenuto l'atteso via libera Ue a modificare l'impianto per il ristoro indicato con la legge di Stabilità, ora sembrerebbe davvero questione di giorni. Il nuovo meccanismo potrebbe comunque prevedere gli arbitrati, anche se 'semplificati', che potrebbero rimanere in capo all'Anac di Raffaele Cantone. E, pur allargando la platea, non dovrebbero arrivare a ridare 'tutto a tutti', soluzione accarezzata da Matteo Renzi ma che non potrebbe superare lo scoglio per gli aiuti di Stato. Mentre il premier assicura che si lavora con "Mef, Bankitalia, con il rappresentante permanente a Bruxelles ad una soluzione definitiva al problema delle sofferenze delle banche italiane", intanto si sta per risolvere almeno il nodo obbligazionisti. Il nuovo decreto andrà comunque ben calibrato perché l'attenzione a non aggirare le regole europee rimane l'accento posto da Bruxelles, che pure ha 'ammorbidito' la sua posizione iniziale, che aveva consentito di fermare il fondo di solidarietà a 100 milioni massimo. Tra Italia e Commissione, ha fatto sapere un portavoce della dg concorrenza guidata da Margrethe Vestager, sono stati concordati "importanti parametri" e ora "l'implementazione è nelle mani dell'Italia. In sostanza, lo scopo delle "discussioni costruttive" di queste settimane, è stato quello, spiegano da Bruxelles, di consentire un indennizzo rapido, che riduca quindi i tempi tecnici degli arbitrati, e che però non aggiri le regole della 'condivisione degli oneri' stabilite dalle norme sul burden sharing prima e dalla direttiva sul 'bail in' poi.

 "L'importante per noi - ha precisato in seguito la commissaria - è capire se c'è stata frode, e lo si può stabilire in diversi modi. Con le autorità italiane stiamo discutendo di come possa essere stabilito", fermo restando che Bruxelles ha "l'obbligo di controllare che non ci siano aiuti di Stato che entrano dalla porta sul retro". Il nuovo provvedimento, che sarebbe imminente ma che probabilmente non arriverà con il Consiglio dei ministri di venerdì sul Def, dovrebbe quindi consentire un aumento del fondo per gli indennizzi a dicembre, che al momento ha un plafond "fino a 100 milioni" e dovrebbe quindi consentire di ristorare una platea più ampia di risparmiatori. Le 'vittime del Salva-banche', intanto, dopo il confronto con la Banca d'Italia, hanno incontrato anche esponenti dell'Abi, restando però "sorpresi", come riferito dalla portavoce Silvia Battistelli e dal consulente Alvise Aguti, dalla posizione dell'associazione bancaria. Nelle due ore di faccia a faccia, secondo quanto riferito dall'associazione, il vice direttore generale Abi Gianfranco Torriero avrebbe infatti ribadito una posizione già espressa, con toni critici, dallo stesso presidente del Fondo Interbancario, Salvatore Maccarrone: l'Abi non è stata informata né prima né ora delle azioni del governo e, ha riferito Aguti "si è detta estranea. Dicono di non aver saputo nulla nemmeno del primo fondo. Visto che da più parti ci avevano detto di puntare su un contributo volontario da parte del sistema bancario, ci aspettavamo che il governo si fosse confrontato". Intanto il 18 aprile dovrebbe arrivare la pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato dalle Fondazioni contro il decreto Salva-Banche. E la richiesta, come emerge dagli atti del ricorso di Fondazione Carife, è quella di "annullare il Salvabanche".