LA SVOLTA?

Armani (Anas): «basta general contractor, avanti con project bond

Le Province cedono molte strade per 8.000 km

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

252

Anas, il Presidente Armani nomina sette Capi Compartimento

Gianni Vittorio Armani

 

ROMA. Alle spalle della scrivania di Gianni Vittorio Armani c'e' una cartina dell'Italia con tutte le strade gestite da Anas Spa. Ci sono quelle verdi, quelle rosse e quelle blu. Le prime sono Autostrade, le altre sono le strade a quattro corsie, quelle blu sono quelle a due corsie. Sono quasi 21.000 chilometri di asfalto ai quali si aggiungeranno 8.000 chilometri di strade provinciali che ora passano alla società controllata al 100% dal Ministero dell'Economia. Una rete sulla quale Anas investirà in cinque anni più di 20 miliardi, 8,2 miliardi solo per la manutenzione e quasi altrettanto per completare le direttrici, uniformare la rete e fare in modo che una strada blu diventi tutta rossa evitando l'effetto arlecchino che sull'asfalto si traduce in ingorghi, code e, purtroppo anche incidenti.

«Sono tanti soldi che utilizzeremo bene» dice Armani, l'ingegnere chiamato dal ministro Graziano Delrio alla guida di un pachiderma immobilizzato dalla corruzione (sono ancora in corso le inchieste avviate dalle procure di Firenze e di Roma) per rimetterlo sulla dritta via. «Il codice degli appalti ci aiuta in questo processo di trasparenza.

Anas è la principale stazione appaltante del Paese e il nuovo codice favorirà progetti migliori e la selezione delle imprese più valide» dice il presidente e a.d del gruppo durante un'intervista con l'Ansa.

Anas farà un passo in più, eliminerà per i suoi appalti la contestata figura del General Contractor, introdotta dalla legge Obiettivo e sulla quale in passato era intervenuta anche l'Unione Europea.

«Anas non ricorrerà più al General Contractor (anche se il nuovo codice degli appalti lo consente nrd). E' una nostra scelta strategica. Come Anas faremo progetti migliori senza più delegare al Contraente Generale».

 Ci sarà quindi un rapporto più stretto fra la società pubblica e l'impresa privata alla quale saranno appaltati i lavori. Un passo avanti per evitare sia il moltiplicarsi delle "varianti" con conseguente aumento incontrollato dei costi, sia il contenzioso che negli anni è arrivato a 9 miliardi di euro.

«Le imprese che parteciperanno alle nostre gare saranno chiamate a verificare il nostro progetto, valutarne i rischi, ma alla fine dovranno sposarlo in toto. Tutto questo sarà regolato da un contratto che il codice degli appalti ci consente di fare e noi lo faremo».

 Un altro obiettivo raggiunto da Armani, dopo continui rinvii (se ne parlava già nel 2013), è il closing del primo project bond italiano garantito dalla Bei a valere su un'infrastruttura, in questo caso il Passante di Mestre.

L'emittente è Cav Spa (di cui Anas è socio al 50% con la Regione Veneto), il closing è previsto per il 12 aprile e permetterà ad Anas (ma anche a Cdp che aveva concorso al finanziamento) di ottenere la restituzione dell'investimento fatto per la realizzazione dell'opera. L'ammontare dell'emissione è di 830 milioni di euro, grazie alla garanzia Bei (che copre il 20%) il titolo ha ottenuto da Moody's un rating A3, due notch sopra quello dello Stato Italiano.

«Il collocamento - ha detto - è stato un successo, le richieste finora hanno superato il 30% dell'offerta. Questa è una buona notizia. In futuro potremo realizzare altre opere grazie a questo strumento finanziario».