GLI AFFARI DELLA MAFIA

Società legata alla mafia ha costruito la “sfortunata” Fondovalle Sangro

Ieri sequestrate azioni per 1,5 miliardi di euro

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Società legata alla mafia ha costruito la “sfortunata” Fondovalle Sangro

 

 

CATANIA. Una cifra immensa: un miliardo e mezzo di azioni a tre società sequestrati dalla procura antimafia.

I carabinieri del Ros hanno eseguito, in provincia di Catania, un provvedimento della sezione misure di prevenzione del tribunale che ha disposto l'amministrazione giudiziaria delle società Tecnis Spa, Artemis Spa e Cogip Holding Srl e il sequestro delle relative quote ed azioni per un valore di oltre un miliardo e mezzo di euro. L'intervento è stato richiesto dalla procura distrettuale antimafia di Catania.

 Le società Tecnis Spa, Artemis Spa e Cogip Holding Srl sarebbero state «asservite alla famiglia catanese di cosa nostra» e, oltre che a rimpinguarne le casse, avrebbero «consentito agli esponenti apicali dell'organizzazione di governare in qualche modo l'indotto, ottenendo sub appalti e forniture a imprese vicine alla organizzazione mafiosa ed accrescere il proprio potere e prestigio anche presso le famiglie palermitane, consentendo ad imprese loro vicine di infiltrare il settore delle commesse pubbliche».

Questa la motivazione del provvedimento.

 Il Procuratore della Repubblica di Catania, Michelangelo Patanè, e il comandante del Ros dei carabinieri Gen. Giuseppe Governale hanno detto che «si è potuto verificare nel corso di circa 10 anni che queste azienda dovevano pagare a Cosa nostra, avere collegamenti con essa, si dovevano inserire in appalti e in lavori cospicui del Palermitano, ma in stretto collegamento ed asservimento dei voleri di cosa nostra».

Per le tre aziende è stato nominato un amministratore giudiziario, il Prof. Ruperto, che sostituirà gli amministratori per un periodo di sei mesi, ulteriormente rinnovabile, per «risanare e reimmettere nel mercato l'azienda, in modo che possa operare nel rispetto delle regole ed al riparo da interventi della criminalità organizzata».

Il provvedimento trae fondamento da più attività investigative, corroborate da dichiarazioni di collaboratori di giustizia e da quelle degli stessi imprenditori. Sulla scorta di questo gli investigatori ritengono che Tecnis SpA (e le relative compagini) abbia subito coartazioni nel libero svolgimento delle attività imprenditoriali.

 

COLOSSO DA 32 MLN DI EURO DI CAPITALE

La Tecnis ha un capitale sociale di 32 milioni di euro interamente versato e le relative azioni sono suddivise in egual misura tra le società Cogip Holding srl e Artemis SpA, la prima riferibile a Francesco Domenico Costanzo e la seconda a Concetto Albino Bosco Lo Giudice.

Alla ditta è stato sospeso il certificato antimafia in seguito al coinvolgimento dei componenti del suo Cda, Mimmo Costanzo e Concetto Bosco, finiti agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta 'Dama Nera' della Procura di Roma su presunte tangenti all'Anas.

La società, operante nel settore edile (realizzazione di strade e autostrade, ferrovie e metropolitane, edilizia sanitaria, parcheggi, interporti e infrastrutture marittime), è presente sia sul mercato nazionale che estero (attraverso partecipazioni in imprese controllate con sede in Brasile, Emirati Arabi, Libia, Nigeria, Romania, Sudan e Tunisia).

Ha un organico medio di 305 dipendenti. Ha partecipazioni in imprese controllate italiane tra cui Risanamento San Berillo Srl, Porto Turistico Marina di Ragusa SpA e Marina di Naxos Srl ed è partecipe in circa 60 associazioni temporanee di impresa aggiudicatarie di appalti pubblici.

La Artemis esercita l'attività di direzione e coordinamento nei confronti della Tecnis SpA e delle sue controllate, mediante lo svolgimento di attività consistenti in indicazioni strategiche, formulazione di politiche generali di gruppo e conseguente pianificazione e controllo delle attività e indicazioni operative specifiche su modalità gestionali, sul reperimento dei mezzi finanziari, su politiche di bilancio, sulla scelta dei fornitori e dei contraenti in generale.

La Cogip è una holding che ha lo scopo di realizzare la massima sinergia operativa tra le società appartenenti al gruppo, attraverso la gestione delle partecipazioni, degli immobili e finanziaria nei confronti delle società partecipate, l'erogazione di servizi di consulenza e la direzione ed il coordinamento nei confronti delle società controllate.

 «Si tratta di aziende che si proclamavano paladini dell'antimafia ma la realtà dei fatti ha determinato un loro coinvolgimento. Il provvedimento assunto è aderente alla necessità che abbiamo di dare un'azione di contrasto forte a questo demone dal volto d'angelo, perché così si presenta, per preservare la società civile», ha detto il comandante del Ros dei carabinieri Gen. Giuseppe Governale parlando con i giornalisti.

 

 

TECNIS, FORTUNA/SFORTUNA IN ABRUZZO

 La società in Abruzzo è riuscita a vincere alcuni appalti tra i quali spicca quello del 2007 per un breve tratto della variante di Quadri, fondovalle Sangro, tratto particolarmente sfortunato perché ha avuto un costo enorme e perché coinvolto da frane cicliche…

 La storia inizia il 4 maggio 2005, dopo tante proteste e lotte da parte delle Comunità locali, riprese la costruzione del collegamento mancante, denominato: 2°Lotto-2°stralcio-1°tratto, che ha interessato i territori dei Comuni di Quadri-Borrello-Gamberale-Civitaluparella-Pizzoferrato, lavori affidati a Tecnis Spa - Cogip Spa – Sigenco srl - Ing. Pavesi srl . 
Il costo dei 2 chilometri dei 6 mancanti è stato pari a 25.727.473 euro. 
I lavori prevedevano anche la realizzazione di una galleria di 770 metri con un raggio di scavo di 6,25metri.

 E dopo 50 anni dall’idea di quella strada abruzzese non si fermano le perplessità perché il Comitato Via regionale d‘Abruzzo ha approvato di recente l’ultimo progetto, subito criticato dagli ambientalisti che hanno fatto notare come il tracciato si sviluppi in zona ad alto rischio franoso, proponendo due tracciati alternativi (ovviamente ignorati) e scoprendo anche curiosi e preoccupanti strafalcioni nella documentazione.

Ignorare simili allarmi documentati e non smentiti sembrerebbe avvalorare la tesi che l’obiettivo reale non sia quello di costruire una strada nel migliore dei modi ma affidare più appalti possibile e spendere più soldi possibile (che comprendono “manutenzioni straordinarie” e le riparazioni dei danni da… frane).

Ora ci sono notizie pesanti che non si possono più ignorare.

Sarebbe anche interessante capire chi favorì questa ditta in Abruzzo ma questo è meglio toglierselo dalla testa.