PETROLIO NERO

Referendum trivelle: si terrà il 17 aprile 2016

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

704

Referendum trivelle: si terrà il 17 aprile 2016

ROMA. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per l’indizione del referendum popolare relativo all’abrogazione della previsione che le attività di coltivazione di idrocarburi relative a provvedimenti concessori già rilasciati in zone di mare entro dodici miglia marine hanno durata pari alla vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale. La consultazione si terrà il 17 aprile 2016.

«Evidentemente al Governo manca il coraggio di far scegliere agli italiani».

 Così il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza (Pd), «in questo modo - aggiunge - non solo si rifiuta l'accorpamento con le amministrative, che farebbe risparmiare 300 milioni di euro, ma si finisce per mortificare ogni possibilità di partecipazione consapevole dei cittadini alla consultazione referendaria, che per sua natura ha bisogno di un tempo utile per conoscere e valutare il quesito che viene posto agli italiani. E due mesi, come tutti possono facilmente osservare, non bastano neanche per aprire la discussione. Spiace che il presidente del Consiglio - continua Lacorazza - non abbia voluto cogliere la vera sfida che il quesito referendario, così come per altri versi i conflitti di attribuzione sul piano delle aree e sulla durata delle concessioni, pongono a chi governa: la necessità di attivare un percorso democratico, di coinvolgere le istituzioni di prossimità e i territori nelle decisioni che li riguardano».

 Secondo Lacorazza, «non resta che appellarsi nuovamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per chiedere una ulteriore riflessione sulla scelta proposta dal Governo».

 «Nonostante i presidi e le iniziative dei movimenti NO TRIV, nonostante il buon senso che vorrebbe che il referendum si accorpasse alle elezioni amministrative, senza la possibilità adeguata di informare i cittadini: viste come stanno le casse dello Stato, si tratta di un vero spreco di 300 milioni di euro, soldi davvero buttati via. A meno che questo non sia invece più che altro il costo necessario per difendere i petrolieri e gli interessi dei "soliti noti"». Lo dice Rosa Rinaldi, responsabile Ambiente di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea.