RIVOLUZIONE

Salva Banche. In consiglio dei ministri in arrivo decreto unico, anche per gli indennizzi

Mercoledì governo scioglie nodi. Dentro Bcc, crediti e fallimenti

Redazione Pdn

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Salva Banche. In consiglio dei ministri in arrivo decreto unico, anche per gli indennizzi

ROMA. Si fa più concreto l'arrivo di un unico decreto banche nel cdm di mercoledì per accelerare i tempi e rendere il provvedimento più difficilmente impugnabile. Quella che era ancora una ipotesi nel fine settimana sembra oramai essere una certezza e così sul tavolo del consiglio ci saranno tutti i temi dibattuti in questi mesi: la riforma delle Bcc, le procedure concorsuali, le norme sulle garanzie statali per la cessione dei crediti deteriorati e anche gli indennizzi ai risparmiatori delle 4 banche. Il nuovo incontro fra il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, che sabato aveva annunciato le misure in settimana, e il premier Matteo Renzi in mattinata sembra aver sciolto gli ultimi nodi. Un unico provvedimento approvato mercoledì consentirà al ministro di presentarsi all'Ecofin e Eurogruppo giovedì e venerdì con la misura alle spalle oltre che dare al mercato, pesantemente colpito dalle turbolenze globali, un segnale chiaro.

 Tecnicamente poi il decreto per essere impugnato deve finire di fronte alla Consulta, laddove il Dpcm previsto dalla Stabilità deve innanzitutto passare per il Consiglio di Stato per la registrazione e inoltre può essere bloccato con un ricorso al Tar. Si vedrà quali saranno i parametri e i criteri per gli indennizzi contenuti nel testo, ma i risarcimenti saranno comunque da valutare "caso per caso" e con ogni probabilità con massimali e meccanismi progressivi a seconda dell'investimento e della capacità patrimoniale. Da risparmiatori e sindacati, ultimo è stato oggi il segretario First Cisl Romani, arriva l'idea di destinare quota parte dei proventi dalla cessione delle 4 good e bad bank ai risparmiatori.

Non con una retrocessione, proibita dalla direttiva Ue (anche perché bisogna restituire parte del ricavato alle banche che li hanno anticipati al Fondo), ma attraverso azioni delle nuove banche - senza diritti amministrativi ma solo patrimoniali - attraverso magari l'assegnazione di nuove obbligazioni con tassi meno elevati. Una soluzione che, secondo i sindacati, non sarebbe sgradita al governo anche se dall'esecutivo non vi sono conferme.

In realtà, sottolineano diversi osservatori, per un provvedimento simile il Fondo di risoluzione o la stessa Banca d'Italia non potrebbe agire senza una legge apposita che peraltro potrebbe 'cozzare' sia contro la direttiva Ue (la quale già rende al limite il provvedimento 'umanitario' sugli indennizzi) che contro le norme sui fallimenti. Insomma uno slalom di difficile attuazione. In ogni caso il provvedimento sugli indennizzi potrebbe dare un segnale a quella fiducia così largamente colpita dalla vicenda delle 4 banche le quali faticosamente stanno risalendo la china e che ora sono impegnate nella procedura di cessione prevista dal bando. Certo a sentire le indiscrezioni sono arrivate manifestazione di interesse (se si eccettuano Carichieti e Cariferrara da parte di Popo. Bari e Bper) solo da fondi di private equity. Uno scenario che preoccupa i territori e i sindacati i quali temono una sostanziale 'svendita' degli istituti e un loro successivo smembramento per estrarne il maggior valore.