LA RETE

Banda ultralarga, i fondi si incagliano : fermi per ora 2,2 miliardi di euro

Non convince proposta governo, rinvio decisione di una settimana

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Banda larga ultraveloce (100 Mbps) in 8 comuni abruzzesi, ecco quali

ROMA. Passo falso per il piano del Governo per la rete a banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato e dove è quindi previsto l'intervento diretto da parte dello Stato.

La Conferenza Stato Regioni, che avrebbe dovuto dare il proprio via libera alla ripartizione dei fondi sbloccati dal Cipe, ha rinviato la pratica di una settimana su richiesta degli enti locali, convinti che il parametro scelto non sia quello giusto.

 La proposta del ministero dello Sviluppo economico, che con il sottosegretario Antonello Giacomelli sta seguendo il dossier, non è quindi passata al primo colpo.

L'impostazione data dal governo prevede la ripartizione dei fondi (2,2 miliardi poi diventati 1,6) non in base a parametri come la popolazione o le dimensioni del territorio, ma in relazione ai bisogni certificati delle varie Regioni: in sostanza, se una Regione è andata già parecchio avanti nella realizzazione delle nuove reti con risorse proprie, riceverà in proporzione meno fondi di quelle che ancora sono indietro.

Ed è proprio quest'idea a far rizzare le antenne alle regioni più virtuose. A spiegarlo è il governatore della Val D'Aosta, Augusto Rollandin, che guida un territorio destinato, nei programmi, a essere completamente coperto con la fibra ottica entro il 2017: il parametro proposto, ha spiegato Rollandin, "non è stato concertato e non tiene conto delle Regioni, come la Val D'Aosta, che hanno investito soldi propri e che così vengono penalizzate. Noi abbiamo messo soldi nostri, non possiamo essere danneggiati perché siamo partiti prima". Il parametro che le Regioni ritengono adeguato, ha proseguito, "deve tenere conto di quanto si avrebbe diritto rispetto all'esistente e poi si rinuncia a qualcosa, ma non a tutto". "E' emersa la necessità di ulteriori approfondimenti", ha confermato l'assessore del Friuli Venezia Giulia Paolo Panontin: "C'è una condivisione sostanziale sul testo, ma rimangono da definire alcune questioni in merito alla distribuzione delle risorse a livello nazionale". Per il presidente della Conferenza Stefano Bonaccini, invece, i problemi sono di altra natura: "Abbiamo deciso tutti insieme di rinviare di una settimana, se non altro perché vogliamo che il provvedimento affronti anche il tema della competitività e dei posti di lavoro. E confido che su capitoli così importanti ci possa essere la massima condivisione", ha dichiarato. Nel corso della prossima settimana si cercherà quindi una soluzione, per arrivare a decisione nella prossima Conferenza Stato Regioni che dovrebbe essere in programma giovedì 11 febbraio. Dopo delibera Cipe dello scorso agosto il Comitato per la banda ultralarga a fine anno ha deciso per l'intervento diretto nelle aree bianche (cluster C e D). Secondo l'ultima consultazione al 2018 saranno circa 7.300 i Comuni con almeno un'area comunale interamente bianca (non coperta da NGN): di questi 5.500 sono Comuni non raggiunti dalla banda ultralarga. Le unità abitative nelle aree bianche sono circa 8,8 milioni per una popolazione di circa 19 milioni.