FINANZA

Banche. Mef: «sofferenze coperte, bassi rischi immobili»

Report confronta sistema con Ue, meno esposte emergenti-derivati

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Banche. Mef: «sofferenze coperte, bassi rischi immobili»

ROMA.  Le banche italiane sono solide, meno esposte dei competitor europei sui mercati emergenti e sui derivati. E con una copertura delle sofferenze che si piazza al di sopra della media. Mentre dalla Banca d'Italia al governo si susseguono le rassicurazioni sulla solidità del sistema per arginare le turbolenze sui mercati delle ultime settimane, un report che circola in ambienti del ministero dell'Economia scatta una fotografia confortante del settore, sottolineando in particolare che gli istituti di credito non hanno problemi di liquidità e che sono poco esposti (almeno nel suo complesso ndr) anche verso il settore immobiliare, tradizionalmente più volatile e in grado di generare rischi. Settore che non a caso è stato alla causa di diverse crisi, in primis la subprime e che anche alla Bri ad esempio è considerato una delle maggiori 'spie' di una crisi imminente.

"Non bisogna troppo guardare alle vicende di Borsa, bisogna guardare ai dati di fondo, che per il sistema bancario sono incoraggianti e ne dimostrano la solidità" ha ribadito il dg di via Nazionale, Salvatore Rossi. E 'i dati di fondo', messi in fila nel report, mostrano per l'appunto un sistema 'a prova di crisi'. Le banche italiane presentano "un tasso di copertura dei crediti deteriorati più elevato delle media europea", si legge nel documento, in cui si osserva che questo dimostra anche un atteggiamento "prudente" degli istituti italiani, impegnati a ridurre la propria esposizione, visto che "un tasso di copertura basso fa aumentare i rischi potenziali. Ma il profilo di rischio delle banche del Belpaese resta basso anche per il "contenuto grado di leva finanziaria" (quindi gli istituti utilizzano di più capitali propri per finanziare le proprie attività), così come per la capacità di 'resilienza' nel breve e nel medio periodo grazie a buoni indicatori di liquidità, che ben posiziona gli istituti nel confronto con la media europea. Altro fattore di resilienza, secondo il report, il fatto che il sistema sia "relativamente poco esposto verso i Paesi emergenti, sia in termini di incidenza dell'esposizione sul Pil che sul totale dell'attivo del sistema bancario".

 Un fattore che magari ha frenato la ripresa quando i Brics "effettivamente sostenevano la crescita a livello globale" e che invece, davanti al rallentamento attuale si può trasformare in un punto di forza. Infine anche sul fronte dell'immobiliare "l'incidenza dell'esposizione delle banche italiane sul Pil", calcolata tenendo conto della somma degli impieghi verso imprese e famiglie, "è notevolmente inferiore alla media dei paesi dell'area euro".