LA RISPOSTA

Più mangi da McDonald’s più la scuola guadagna, ma il Ministero dell’Istruzione non sa nulla

In Abruzzo premiate due scuole primarie

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Più mangi da McDonald’s più la scuola guadagna, ma il Ministero dell’Istruzione non sa nulla

Stefania Giannini

ABRUZZO. Il colosso McDonald’s ha promosso in tutta Italia una campagna con raccolta punti, finalizzata a premiare le scuole con fondi da destinare alla didattica, e il sottosegretario Faraone racconta che il Miur di questa iniziativa non ne sapeva nulla.

Insomma, al Ministero cadono dalle nuvole. In sostanza McDonald’s dice alle scuole: più mangiate da noi, più punti raccoglierete e maggiori saranno le possibilità che riceviate un premio in denaro.

In Abruzzo sono due le scuole primarie premiate: la Caldari di Ortona, che addirittura sembra aver raccolto quasi 22 mila punti, ovvero 22 mila euro spesi al McDonald's, e la Mazzocco di Montesilvano con 1300 punti, vale a dire 1300 euro di spesa.

«Così se il governo non investe i fondi necessari per l’istruzione, la scuola pubblica va alla deriva e diventa preda dei privati e degli sponsor», denunciano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle alla Camera commentando la risposta all’interrogazione a risposta immediata, a prima firma Gianluca Vacca, data ieri dal sottosegretario al Miur Davide Faraone.

«Non bastasse, nella risposta il ministero afferma, senza battere ciglio, che le aziende possono organizzare e promuovere la propria offerta commerciale attraverso le loro autonome strategie di marketing. Al limite, starebbe alle singole scuole rifiutare le potenziali offerte», continua Vacca.

«Sostanzialmente il Miur se ne lava le mani. In questa replica manca poi l’elemento alla base dell’interrogazione: la tutela della salute degli studenti».

Secondo Vacca «ci vuole davvero una bella faccia tosta da parte del Miur per non accorgersi del fatto che McDonald’s non rappresenta un caso esemplare di cucina sana. Non c'è che dire, proprio un bell'esempio da parte del ministero, il quale si contraddice da solo dal momento che nelle linee guida per l’educazione alimentare, adottate il 31 ottobre 2015, suggerisce di disincentivare, nelle scuole di ogni ordine e grado, la somministrazione di alimenti non salutari».

Per i 5 Stelle il governo e il ministero dell’Istruzione «dimostrano un totale disinteresse nei confronti della salute degli studenti e il loro obiettivo di fondo appare ogni giorno più evidente: smantellare la scuola pubblica statale, stringere legami con lobby e grandi aziende, trasformare i cittadini, fin dall’età scolare, in consumatori».