LA SVOLTA?

Bcc: riforma in arrivo, provvedimento entro la prossima settimana

Capogruppo unica a capo sistema. Settore respinge colpa ritardi.

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Bcc: riforma in arrivo, provvedimento entro la prossima settimana

ROMA. La riforma delle Bcc è oramai al punto di svolta. Attesa già per questa settimana, dovrebbe invece arrivare al prossimo Consiglio dei ministri, che dovrebbe essere convocato il 21 o il 22 gennaio. E' oramai, insomma, questione di giorni, dopo i rinvii e gli stop degli scorsi mesi.

Mentre in settimana si avrà un nuovo tavolo tecnico fra le diverse autorità coinvolte sui criteri e parametri degli indennizzi per i risparmiatori delle 4 banche salvate, che il governo punta comunque a chiudere in tempi stretti, il provvedimento per il credito cooperativo sarebbe sostanzialmente pronto.

 Auspicata più volte dal premier Matteo Renzi, voluta dalla Banca d'Italia e dalla Bcc e da larghi settori del mercato, la riforma mira a rendere il comparto che, aggregato è uno dei principali gruppi bancari italiani, più robusto di fronte alle sfide dell'Unione Bancaria e in grado di reperire rapidamente fondi per fare fronte alle situazioni difficili al suo interno, specie dagli istituti più piccoli. Da qui la creazione di una capogruppo spa che funga da garante e vigilante con banche aderenti e che si possa aprire al capitale di fondi di lungo termine mantenendo l'indipendenza.

Una soglia minima di capitale per la creazione della holding dovrebbe servire a evitare il moltiplicarsi di capogruppo come sembrava profilarsi in una prima fase. Dal mondo della cooperazione si torna a sottolineare come la riforma non è una "emergenza" ma va vista come un trend fisiologico, accelerato dall'entrata in vigore dell'Unione Bancaria. Seppure la cooperazione ha contribuito a scriverla tuttavia, a differenza dell'intervento sulle popolari, si tratta di una "autoriforma" che non era possibile attuare da soli visto che occorreva modificare il Testo unico bancario.

Sulle cause dei ritardi però dal settore si sente sempre più una certa insoddisfazione: già dall'estate è stata consegnata alle autorità la proposta di riforma e le differenze di posizioni all'interno del mondo del credito sono state superate trovando una punto di equilibrio sui vari temi a cominciare dal conflitto di interesse di Iccrea. I dieci punti sono stati ribaditi (alla presenza del Governo e della Banca d'Italia) il 15 ottobre in Senato nel corso di un seminario istituzionale.

Malgrado alcune fragilità e rischi sottolineate dalla Banca d'Italia (quasi un anno fa arrivò da Via Nazionale l'invito alla riforma) tuttavia il mondo delle Bcc rileva di possedere un indice di patrimonio CET 1 medio di sistema superiore al 16%. Negli anni le crisi sono state risolte senza oneri per lo Stato e neppure sui clienti (neanche possessori di titoli subordinati). Lo si è visto anche di recente con il salvataggio della Banca Padovana con un'operazione congiunta della Bcc di Roma aiutata dal sistema delle cooperative mentre sono in via di soluzione altri situazioni di difficoltà per una manciata di istituti.