SALVATAGGI A TRADIMENTO

Vertici delle banche salvate incontrano i risparmiatori ma Nicastro non c’è

Abi: «risarcire chi indotto in errore». Mef, proseguono incontri

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Vertici delle banche salvate incontrano i risparmiatori ma Nicastro non c’è

ROMA. Impegni precedenti già presi da tempo. Per questo il presidente delle 4 'nuove' banche Roberto Nicastro non parteciperà domani a Roma all'incontro dei vertici degli istituti con i risparmiatori riuniti nel comitato Vittime del Salva Banche. Nessuna marcia indietro o dissidio ma solo un disguido informativo rispetto alla notizia circolata il giorno dell'Epifania sulla sua presenza, che non era mai stata prevista. La riunione, Nicastro a parte, vuole instaurare un clima diverso dopo le critiche e le manifestazioni di piazza delle scorse settimane.

Al tavolo con i risparmiatori ci saranno così gli ad di Banca Etruria, Roberto Bertola, e di Carichieti, Salvatore Immordino, oltre al consigliere indipendente Maria Pierdicchi. Intanto il Mef fa sapere che il lavoro per l'attuazione delle norme a tutela dei risparmiatori colpiti dalle perdite delle quattro banche ristrutturate «è ripreso con maggiore intensità attraverso numerosi contatti tra le istituzioni coinvolte»: oggi con il Presidente dell'ANAC Raffaele Cantone, il presidente della Camera arbitrale operante presso l'ANAC Ferruccio Auletta, l'autorità nazionale di risoluzione rappresentata da Salvatore Rossi e Stefano de Polis e il coordinatore dell'ufficio legislativo del MEF Carlo Sica.

«Nelle prossime ore - spiega il ministero - il lavoro sarà portato avanti speditamente con il coinvolgimento di tutti gli altri attori istituzionali competenti, compresi Ministero della Giustizia, Banca d'Italia, Consob».

 Gli episodi di conflittualità con i dipendenti delle banche da parte di molti risparmiatori esasperati e l'episodio del pacco bomba di oggi davanti a una filiale di Banca Etruria vicino a Perugia, dal quale le associazioni si sono fermamente distanziate condannando ogni violenza, spingono a ragionare attorno a un tavolo. Il comitato si dice fiducioso e spera che sia l'inizio di un dialogo mentre più prudenti appaiono le associazioni dei consumatori che non saranno comunque presenti.

I risparmiatori sono innanzitutto clienti, molti di vecchia data, delle 4 banche e i nuovi vertici che hanno il mandato di cedere a privati gli istituti per salvaguardarne l'esistenza, tutto vogliono meno una fuga di depositi e clientela. Certo i nuovi vertici hanno margini di manovra limitati per venire loro incontro. Le norme europee, come si è visto, restringono anche il raggio d'azione di governo e del Fondo di risoluzione gestito dalla banca d'Italia che detiene le proprietà degli istituti.

 La strada è stretta ma da diverse parti si è avanzata l'ipotesi che almeno una parte delle plusvalenze dalla cessione delle sofferenze delle 4 banche possa andare a loro beneficio così come i proventi delle azioni di responsabilità avviate contro gli ex vertici. In questo modo potrebbero aumentare le risorse del fondo di solidarietà stabilito dal governo (fino a 100 milioni) non sufficienti ora per tutti. Si vedrà se l'ipotesi sarà percorribile.

Dai sindacati si ripete come azionisti e obbligazionisti 'azzerati' potrebbero diventare soci delle 'nuove' banche, ipotesi che, dicono, non andrebbe in contrasto con la direttiva Ue. In attesa dei decreti sui parametri degli indennizzi e le modalità di funzionamento della camera arbitrale dell'Anac (complessi e che richiedono un lavoro di coordinamento fra i diversi attori coinvolti), l'Abi per voce del vicepresidente Giuseppe Ghisolfi ricorda che «chi è stato indotto in errore sarà risarcito» e potrà anche ricorrere alle vie penali. In ogni caso i clienti devono imparare a scegliere bene le banche visto che c'è una concorrenza. Va migliorata poi l'educazione finanziaria (siamo agli ultimi posti fra i paesi sviluppati) per comprendere bene i rischi nel sottoscrivere strumenti finanziari.