SITUAZIONE ESPLOSIVA

Salva banche, sale lo scontro dopo gli “auguri” di Natale di Nicastro

Ancora proteste e minacce di azioni di forza del comitato “vittime”

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

233

Salva banche, sale lo scontro dopo gli “auguri” di Natale di Nicastro

AREZZO.  Tornano a protestare i piccoli risparmiatori che hanno perso i loro soldi con il salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio della provincia di Chieti. Lo faranno di nuovo oggi 28 dicembre con un presidio davanti alla sede di Banca Etruria ad Arezzo. Nel mirino di coloro che si definiscono 'vittime' del decreto salva-banche c'è prima di tutto la vecchia Banca dell'Etruria colpevole, a loro avviso, di aver «truffato» i clienti, ma anche la 'Nuova Banca Etruria' ritenuta «indolente» nel trovare una soluzione per le «vittime».

  I risparmiatori se la prendono inoltre con governo, Bankitalia e Consob, queste ultime «complici per non aver vigilato e attivato le procedure necessarie per evitare questa colossale truffa».

 Si invocano misure straordinarie per risarcire chi è stato «truffato».

 Nell'azzeramento di obbligazioni e azioni sono coinvolte 130 mila persone. E si giudica insufficiente il Fondo di solidarietà da 100 milioni di euro: c'è chi sottolinea che per dare un 'ristoro' ai risparmiatori privati, e non quelli istituzionali, ci vorrebbero almeno altri 270 milioni di euro e si attende di vedere se il decreto di attuazione del Fondo a gennaio potrà lasciare aperto qualche spiraglio. Ma chi intenderà avviare azioni per un risarcimento del danno subito dovrà fare i conti con le vecchie banche e quel management.

«In linea con la direttiva europea del Bail-In e con la norma italiana di recepimento, la Nuove Banche non sono titolare ad attivare nuove azioni di responsabilità e al contempo non possono essere oggetto di azioni da parte dei precedenti azionisti ed obbligazionisti subordinati», si legge in un comunicato stampa emesso alla vigilia di Natale dalle nuove quattro banche dopo la riunione, il giorno precedente, dei consigli d'amministrazione di Nuova Cassa di risparmio di Chieti, Nuova Cassa di risparmio di Ferrara, Nuova Banca popolare dell'Etruria e del Lazio e Nuova Banca delle Marche.

Intanto, per le loro cessioni, la road-map già delineata prevede entro la fine dell'anno la selezione di due advisor, uno strategico e l'altro finanziario, che alcune anticipazioni di stampa indicherebbero in Oliver Wyman e in Societé Generale.

La vendita potrebbe essere conclusa entro la prima metà del prossimo anno, come ha detto, già all'inizio di dicembre, Roberto Nicastro, presidente delle nuove banche ripulite dai crediti deteriorati.

Sempre oggi, più o meno nelle stesse ore in cui i risparmiatori protesteranno davanti a Banca Etruria ad Arezzo, a Roma, davanti al Consiglio superiore della magistratura, si terrà l'audizione del procuratore aretino Roberto Rossi che indaga sull'istituto di credito e che dal 2013 (ai tempi del governo Letta) è consulente dell'ufficio legislativo della presidenza del Consiglio, un incarico che scadrà alla fine dell'anno.

 

L’associazione Vittime del Salva-Banche invece chiede lo stop alle risposte e alle proposte di soluzione «di sistema», chiedendo invece l’adozione di misure straordinarie alla stregua di quelle che sono state adottate per azzerare i loro risparmi.
«In questa vicenda ignominiosa ed infame trovano assolutamente appropriato il comunicato del Sig. Nicastro. Quale miglior occasione, per regalare ulteriore serenità e gioia ai risparmiatori traditi ed azzerati, come quella della vigilia di Natale?», scrive il comitato delle vittime, «sono nate 4 “nuove banche” con vocazione territoriale, pertinenti a zone geografiche che hanno appena distrutto. Si propongono come istituzioni credibili e su cui porre fiducia, dopo aver appena dissanguato migliaia di clienti e risparmiatori. A detta del Sig. Nicastro queste vittime andrebbero buttate in un cestino e nulla dovrebbero avere a che fare con le nuove realtà. Nascono banche senza futuro, che saranno svuotate, a cui soltanto un paese come l’Italia può consentirne l’operatività».
Secondo il comitato delle vittime del Salva banche starebbe partendo forse la più grande forma di giustizia popolare del nostro Paese, «una giustizia fatta dal basso, da chi è stato tradito: Sig. Nicastro, contribuiremo con tutte le nostre forze a minare la già precaria stabilità delle 4 nuove banche e del sistema bancario italiano. E a differenza vostra, lo faremo nel pieno rispetto della legalità, semplicemente informando in maniera adeguata tutti i cittadini riguardo i rischi che stanno correndo lasciando il loro risparmi nelle banche italiane».
«Dal 1 gennaio sarete azzerati», minaccia il comitato, «non ci interessa lo scaricabarile, non ci interessa chi sia titolato a darci titoli in cambio, non ci interessa l’arbitrato ed il fondo di solidarietà del governo. Vogliamo quello che ci spetta, i risparmi che ci avete rubato. Come siete riusciti ad azzerarci tutti con operazioni straordinarie, altrettanto dovreste fare per consentirci un adeguato ristoro. E vogliamo ricordavi che esiste il comune senso di giustizia, non il bieco rispetto di leggi “ad hoc” per i vostri interessi . E’ una questione di opportunità. Di civiltà».