PESSIMI LEGISLATORI

Il pasticcio dell’Imu Agricola: forse anticostituzionale

Il Tar manda gli atti alla Corte Costituzionale

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Il pasticcio dell’Imu Agricola: forse anticostituzionale

ABRUZZO. Non è bastata l’ondata di protesta per una tassa giudicata iniqua e di difficile comprensione (per come la norma è stata scritta per cui è stato difficile anche comprendere a chi andava applicata) ora potrebbe addirittura essere anticostituzionale.

Lo sostiene il Tar del Lazio che ha sollevato il sospetto d’incostituzionalità sull’IMU nei terreni agricoli: «possibile violazione dell'art. 23 della Costituzione secondo cui nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge», scrivono i giudici amministrativi.

  Adesso sarà l’Alta Corte a stabilire se i principi cardine che hanno fatto tassare il bene primario che abbiamo sono giusti oppure no.

«La problematica di maggiore rilievo, quindi», scrivono ancora i giudici, «si concreta nell’individuazione di quale contenuto minimo la legge debba avere nel disciplinare la fattispecie tributaria e, di tale contenuto minino, è stato ritenuto essere elemento ineliminabile la specificazione del presupposto di fatto fonte dell’obbligazione».

La legge 24 gennaio 2015, ha previsto che, a decorrere dall’anno 2015, l’esenzione dall’imposta municipale propria (IMU) si applica «ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati totalmente montani di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istituto nazionale di statistica» e  «ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali … ubicati nei comuni classificati parzialmente montani di cui allo stesso elenco ISTAT».

La norma di legge ha fissato il criterio generale per ottenere l’esenzione dall’IMU ma ha demandato la classificazione dei comuni come totalmente montani, parzialmente montani o non montani all’Istat, vale a dire all’elenco predisposto da tale Istituto.

Nel frattempo sono state apportate correzioni e alleggerimenti da Governo e Parlamento Nazionale.

Alla fine, proprio in ragione dell’iniquità della tassa sulla terra che non va tassata, con la legge finanziaria 2016 ormai alle sue battute finali, una poderosa correzione è stata apportata rendendo inapplicabile il gabello a carico di Coltivatori Diretti ed Imprenditori Agricoli Professionali iscritti all’INPS anche in quelle aree che, nel 2014 e 2015, hanno visto gli agricoltori dover pagare.