DITTATURA DEL PETROLIO

Legge di Stabilità, emendamento del Governo cancellerebbe Ombrina

Viene sancito il divieto di perforazioni entro le 12 miglia. Ora si attende l’approvazione definitiva

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Legge di Stabilità, emendamento del Governo cancellerebbe Ombrina

 

ROMA. Qualcosa è successo negli ultimi giorni ed anche forze del Governo iniziano a capire che l’affaire petrolio in Adriatico può diventare un’arma a doppio taglio. Così dopo mesi passati a ribadire l’inamovibilità della posizione del Governo e la volontà di investire e credere ancora nei combustibili fossili (in netta controtendenza rispetto al resto del mondo come sancito anche dalla recente conferenza di Parigi) si apre uno spiraglio di speranza per chi da anni combatte contro il petrolio e le trivelle selvagge.

  La mobilitazione sta dando i suoi frutti. "Ombrina mare" e altri impianti di estrazione petrolifera entro le 12 miglia in Adriatico, a meno di colpi di scena, non vedranno mai la luce.

 Un emendamento presentato dal Governo alla legge di stabilità ripristina tale limite per le trivelle e, di fatto, segna un primo successo nella lotta alla deriva petrolifera in Italia.

Nel caso specifico, salvaguarda le coste dell'Abruzzo e del vicino Molise, due regioni dove, negli ultimi mesi, sono state molteplici le iniziative di protesta contro il progetto di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi della Rockhopper.

Tra l'altro previsto a due passi da un parco marino in attesa di essere ratificato da Roma. L'emendamento, spiega una nota delle associazioni confluite nel "Coordinamento No Ombrina", prevede il ripristino del divieto delle 12 miglia facendo salvi solo i titoli abilitativi già rilasciati. «Ombrina, ad oggi, non ha la concessione di coltivazione non essendo stato pubblicato il Decreto sul bollettino dell'Unmig, il Bollettino ufficiale per gli idrocarburi e le georisorse. E', quindi, una vera e propria corsa contro il tempo».

 Il testo introdotto ferma l'impianto di Ombrina mare, previsto al largo delle coste abruzzesi e da anni al centro di proteste e mobilitazioni popolari in tutta la regione e in Molise.

Iniziative sfociate anche nei 6 quesiti referendari sul tema richiesti da dieci Regioni a cui la Cassazione ha dato il via libera il 28 novembre.

I COMMENTI

«Fondamentale è stata l'azione coordinata dei parlamentari del Pd», dicono i deputati Antonio Castricone, Maria Amato, Vittoria D’Incecco, Gianluca Fusilli e Tommaso Ginoble e la senatrice Stefania Pezzopane, «in costante pressione sul governo e della regione Abruzzo che con le altre regioni ha proposto il referendum. Determinante l'azione dei presidenti delle 10 regioni. Vince la responsabilità e la Politica seria sulle strumentalizzazioni e la propaganda. Ero certa che il governo non ci avrebbero delusi. Ora rientrano in gioco le regioni e questo è davvero un fatto positivo. Ottimo lavoro».

«Ho avuto modo di apprezzare direttamente l’impegno del Presidente Luciano D’Alfonso sulla vicenda di Ombrina», ha detto Mario Mazzocca, «con un lavoro meticoloso di interlocuzione con il Governo fatto di tanti tasselli, ultimo dei quali la decisione della COP21 che ha dato uno stop notevole all’utilizzo dei combustibili fossili; ma stata importante anche la conferenza di Termoli del 24 luglio scorso, quando sei Regioni si sono costituite insieme per avviare il referendum anti-perforazioni».

«Ora è chiaro a tutti che quello che diciamo lo facciamo: gli impegni assunti in campagna elettorale sono stati mantenuti», fa sapere il consigliere regionale  Camillo D’Alessandro, «in questi mesi abbiamo avuto contro i professionisti dell’esistenza in vita: quella propria, fondata sull’insulto all’avversario. L’On. Gianluca Vacca, in occasione della manifestazione contro Ombrina a Lanciano, mi intimò di andare via e addirittura di strappare la tessera del PD. C’è stato un tempo in cui queste cose si facevano, ed era durante il fascismo. Grazie al PD oggi scriviamo un’altra pagina di verità che vale molto di più delle bugie e degli insulti. Ora trovino un altro insulto da muovere come clava fino alla prossima smentita».

«Si tratterebbe di una vittoria storica di chi ha sempre creduto nella necessità di salvaguardare il mare e le attività economiche legate al turismo, alla pesca, alla balneazione contro progetti irrazionali economicamente e pericolosi per l'ambiente marino e costiero», ha detto Gianni Melilla deputato Sel, «siamo forse alla vigilia di un grande risultato che premia l'impegno di decine di migliaia di abruzzesi di ogni età, censo e opinione pubblica che in questi anni si sono battuti contro Ombrina».

 

«L'emendamento della maggioranza alla legge di stabilità è una buona notizia per gli abruzzesi e tutti gli italiani - commenta il deputato del Movimento 5 Stelle Gianluca Vacca - A meno di colpi di scena dell'ultimo minuto la storia di Ombrina nei prossimi giorni potrebbe considerarsi chiusa. E' l'ennesima dimostrazione che le lotte di territorio e della popolazione non possono restare inascoltate per sempre».

 Sul testo il Coordinamento No Ombrina fa notare che «un aspetto negativo riguarda l'abrogazione della previsione del cosiddetto 'Piano delle aree', inserito a ottobre 2014 nel passaggio in Parlamento per la conversione in legge dello Sblocca Italia», una norma, sottolinea ancora il Coordinamento, «scritta male perché affidava al Ministero dello Sviluppo Economico il potere di approvare il Piano senza l'accordo con le Regioni e gli enti locali».

 Le associazioni che per anni si sono battute per tutelare le coste annunciano che «la lotta continuerà anche per i progetti collegati agli idrocarburi fuori le 12 miglia e in terraferma, visto che tutti gli scienziati considerano ormai indispensabile lasciare gli idrocarburi nel sottosuolo» e attendono «gli esiti del confronto parlamentare, comunque pronte a ogni ulteriore mobilitazione».

 Nel 2015 diverse manifestazioni di piazza avevano sollecitato il Governo a tornare sui propri passi in tema di trivelle: in 60.000 avevano marciato in corteo a Lanciano, in tanti hanno protestato a L'Aquila durante la visita del premier Renzi ad agosto, a Roma in centinaia, compresi esponenti di enti locali, avevano sfilato a novembre sotto al Ministero durante una riunione della Conferenza dei servizi poi rinviata.

L’entusiasmo degli ambientalisti è già alle stelle e festeggiamenti sono partiti forse troppo in anticipo e senza che vi sia la totale sicurezza.

Inoltre bisognerà capire la vera ragione di quanto avvenuto e comunicato ieri, visto che appena pochi giorni fa un emendamento simile era già stato bocciato ribadendo la coerenza del Governo.

Strana anche la posizione della Regione che in questi giorni e settimane non ha mai annunciato di stare lavorando per convincere i deputati e la maggioranza a Roma mentre sempre lo stesso Governo ha appena impugnato la legge regionale (anticostituzionale) contro Ombrina.  D'Alfonso però aveva sibillinamente detto che dicembre non sarebbe stato un mese neutro e che bisognava cancellare le astuzie delle lobbies.

Insomma occorrerebbe valutare meglio l’intero impianto normativo all’interno della Legge di Stabilità prima di iniziare la guerra dei “meriti”.

 E se vittoria ci sarà poi, però, sarà tutto un proliferare di trivelle oltre le 12 miglia.

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