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Legge stabilità, fondi al Sud. M5s:«Aiuti alle imprese già ricche, non ci sarà alcuna ripresa»

Ok credito imposta, rinviati sgravi assunzioni

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Legge stabilità, fondi al Sud. M5s:«Aiuti alle imprese già ricche, non ci sarà alcuna ripresa»

Matteo Renzi

ROMA. Arriva il pacchetto Sud in legge di stabilità. Le aziende del Mezzogiorno (agricole comprese) potranno godere dal prossimo anno di un credito d'imposta automatico per gli investimenti in macchinari, in impianti in e attrezzature per un totale di 2,4 miliardi di euro.

Ma, nonostante il dibattito sia andato avanti per settimane, il pacchetto di misure annunciato si ferma per il momento qui.

 L'altra gamba dell'intervento, il prolungamento della decontribuzione, è infatti soggetto alla verifica delle risorse disponibili da parte dell'Agenzia di coesione, che dovrà fare il punto entro l'inizio della primavera prossima sulle effettive possibilità di impiego del Piano di azione e coesione 2007-2013.

Arriva invece lo sblocco del turn-over, che consente quindi di fare nuove assunzioni per sostituire che va in pensione, per i comuni che sceglieranno di fondersi, facendo così economie di scala. Il focus della giornata di confronto in commissione Bilancio alla Camera è sul sud.

L'emendamento del governo prevede che varrà per le imprese «ubicate nelle zone assistite di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo», con l'eccezione di quella attive nei settori dell'industria siderurgica, carbonifera, navale, energetica e bancaria.

La misura introduce dei tetti fissati in base alle dimensioni d'impresa: il primo è pari a 1,5 milioni di investimento per le piccole imprese che godranno di uno sconto del 20%, il secondo si ferma a 5 milioni per le medie imprese, che potranno contare su uno sconto del 15%, il terzo è fissato invece a 15 milioni per le grandi imprese cui sarà destinato uno sgravio del 10%.

 Gli stanziamenti ammontano a 619 milioni l'anno dal 2016 al 2019, per un totale di oltre 2,4 miliardi, reperiti in gran parte dal Fondo di sviluppo e coesione. Archiviato il tema Sud, pur tra le polemiche delle opposizioni, FI in testa, l'attesa è tutta ora per il nodo banche.

 CARIELLO (M5S): «PREMIO ALLE IMPRESE GIA' FORTI. NESSUNO SVILUPPO PER IL SUD»

 «La defiscalizzazione degli utili reinvestiti attraverso l'introduzione del credito di imposta per gli investimenti da realizzare nel sud Italia non produce il rilancio del Mezzogiorno», dice Francesco Cariello, deputato del M5s e membro della Commissione Bilancio, commentando l’impianto della legge di stabilità del 2016. 

«La manovra finanziaria – continua – premia solo le imprese già forti e percettrici di elevati profitti, danneggiando così tutto il resto del mercato. Inoltre crea un aggravio per il bilancio pubblico che sarà ripianato dalla fiscalità generale e quindi con la tassazione indiretta o patrimoniale causando un danno per il nostro paese: i poveri si impoveriranno ancor di più per sostenere i ricchi».

«Noi proponiamo che queste risorse – prosegue – siano meglio utilizzate per azzerare l'Irap e le patrimoniali sulle imprese operative nel sud o che si insedieranno nel prossimo futuro nel Mezzogiorno. Con il nostro emendamento, ci sarà l'azzeramento dei contributi minimali per i soci lavoratori delle start-up innovative che operano nel Mezzogiorno, in modo che le numerose diseconomie proprie delle periferie urbane e dell'intero sud ormai divenuto estrema periferia d'Europa, vengano mitigate almeno dalla drastica riduzione della burocrazia».

 Inoltre il Governo per assicurare «continuità e effettività» ai finanziamenti per la realizzazione della Tav, farà passare le risorse,  con una sorta di accelerazione, direttamente sotto la gestione delle Ferrovie dello Stato, mentre per favorire la fusione tra Comuni sono stati concessi 30 milioni in più.

Sempre sul fronte enti locali, scompare infine la Copaff, Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale e al suo posto viene istituita presso il Mef una Commissione ad hoc per definire i criteri per i fabbisogni standard dei Comuni.