NUOVA LEGGE

Omicidio stradale, ok del Senato: 18 anni di carcere per i “pirati”

Voto tra le polemiche

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incidente stradale

ROMA.  Come promesso un anno fa dal premier Matteo Renzi alle famiglie di Lorenzo Guarnieri e di Gabriele Borgogni, due giovanissimi toscani che persero la vita in due diversi incidenti stradali (uno dei quali il 10 dicembre), il disegno di legge che introduce nell'ordinamento i reati di "omicidio stradale" e di "lesioni stradali gravi e gravissime" è a un passo dal diventare legge. Promessa però che divide la maggioranza e fa insorgere le opposizioni.

Il testo ottiene, infatti, il via libera del Senato con un voto di fiducia chiesto dal governo, anche se con numeri piuttosto risicati: 149 sì, 91 no e nessun astenuto. I Dem non si mostrano preoccupati sottolineando che si tratta non di un problema politico, ma di uno «scarso gradimento del provvedimento» che nella versione licenziata dalla Camera piace a pochi nella maggioranza e quasi a nessuno nell'opposizione.

 Lega e il gruppo Ala dei Verdiniani non partecipano al voto, mentre M5S, FI, Sel e i 4 senatori riconducibili all'area di "Idea" (Carlo Giovanardi, Andrea Augello, Gaetano Quagliariello e Luigi Compagna) votano "no".

E anche il maxiemendamento messo a punto ieri in tutta fretta dal governo e dal relatore, Giuseppe Cucca (Pd), per «rimediare agli errori più vistosi» che emergevano dal testo modificato a Montecitorio non ha cambiato di molto la natura del ddl che, nonostante le critiche dell' Aula, riscuote grandi consensi dalle Associazioni delle vittime della strada titolate proprio a Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni.

Per il ddl, che prevede, tra l'altro, il carcere fino a 18 anni per i "pirati" stradali e la revoca della patente dai 5 ai 30 anni, il governo ha deciso ieri di mettere la fiducia, benché si tratti di un testo di iniziativa parlamentare, non solo per evitare i voti segreti che avrebbero potuto «peggiorare ulteriormente il provvedimento», ma anche per fare in modo che l'impegno preso da Renzi di farlo diventare legge entro l'anno venisse rispettato.

E poco importa che, come torna a denunciare oggi in Aula Giovanardi, «basterà non rispettare un segnale stradale, per colpa magari della nebbia, per finire in carcere 18 anni», perché comunque, si fa notare tra i Dem, «si potrà sempre rimodificare più in là» senza contare che la Corte Costituzionale, come osservato da Francesco Nitto Palma, potrà stroncare il testo al primo ricorso presentato.

Ma il "si" del Senato al ddl, che prevede anche il prelievo coattivo di campioni biologici e l'arresto in flagranza obbligatorio in caso di omicidio e quello facoltativo in caso di lesioni gravi e gravissime, viene accolto con entusiasmo dal ministro per i Trasporti Riccardo Nencini: «Siamo all'ultimo miglio. Il voto di oggi è un ulteriore passo avanti verso l'approvazione della legge che introduce il reato di omicidio stradale. Stiamo facendo un ottimo lavoro, ci abbiamo creduto».

 E raccoglie consensi anche dal sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri («si porrà fine all'impunità dei pirati della strada attraverso il rigore e la certezza della pena») e dal alcuni magistrati tra cui Luigi Ciampoli, ex procuratore generale di Roma ed esperto della materia («Finalmente, ora speriamo che il provvedimento diventi presto legge»).

 Nel maxiemendamento, che risolve ad esempio la disparità di trattamento che si era creata alla Camera tra l'omicida italiano e quello straniero, si confermano dai 2 ai 7 anni di carcere per chi provochi per colpa la morte di qualcuno in violazione delle norme stradali; dagli 8 ai 12 se è in stato di ebbrezza, sotto effetto di stupefacenti o in evidente violazione del codice della strada (es. chi supera del doppio i limiti di velocità o passa con il semaforo rosso).

Pene più severe per chi non ha la patente o l'assicurazione. Ridotte fino alla metà, invece, se c'è una condotta colposa della vittima. Carcere fino a 18 anni se le vittime sono più d'una. E se l'omicida si dà alla fuga, la pena sale da un terzo a due terzi e non sarà inferiore ai 5 anni; 7 anni invece per lesioni gravissime.