LA PROTESTA

Sabato medici in piazza, «Sistema Sanitario crolla ma governo tace»

Sindacati: «no a 'politica biscottini', dopo 16/12 altri scioperi»

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Sabato medici in piazza, «Sistema Sanitario crolla ma governo tace»

ROMA.  Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) "è a pezzi" ma dal governo e dal ministero della Salute "arriva solo un silenzio assordante". E' la denuncia dei sindacati medici e della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) nel presentare oggi la manifestazione nazionale in difesa del Ssn in programma sabato 28 novembre a Roma. "C'è enorme preoccupazione, i medici non sono più sereni nello svolgere il proprio lavoro e la Sanità è a pezzi, anche nel senso che c'è ormai un'intollerabile diseguaglianza tra le Regioni. Denunciamo - ha affermato la presidente Fnomceo Roberta Chersevani - questa politica che vede la Sanità solo come un costo e non un settore su cui investire. Chiediamo di essere ascoltati".

Dura anche la posizione del segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo: "La stragrande maggioranza dei cittadini già oggi è costretta e rinunciare alle cure per i costi, ciò è drammatico. A fronte di ciò, il silenzio del governo e del ministero è assordante e non può essere compensato da piccoli provvedimenti o da una Legge di Stabilità in cui si mettono dei contentini". 'No' dunque, denuncia, "alla 'politica dei biscottini', di fronte alla quale dopo la sciopero generale già proclamato per il 16 dicembre, ne seguiranno degli altri". Il punto, ha sottolineato il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Costantino Troise, "è che si vuole distruggere il Ssn 'per asfissia', privandolo man mano di risorse, in un disegno che va sempre di più verso la realizzazione di un sistema privatistico, mai però chiaramente enunciato". A pochi giorni dalla manifestazione nazionale, i sindacati vogliono dunque lanciare un messaggio chiaro ai cittadini: non si tratta di una "protesta corporativistica, bensì della difesa del nostro Ssn universalistico riconosciuto tra i migliori al mondo, ma che a breve potrebbe non garantire più cure e assistenza proprio a quei cittadini che hanno minori possibilità o alle nuove generazioni". Un rischio dinanzi al quale è necessaria una "forte mobilitazione". Per questo, in vista della manifestazione di sabato, i sindacati lanciano anche un hashtag: #iomimobilitoetu.