BANCHIERI IN SALVATI

Salvataggio CariChieti, «Governo bugiardo, pagano anche i cittadini»

L’analisi della deputata dei 5 Stelle Carla Ruocco

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Salvataggio CariChieti, «Governo bugiardo, pagano anche i cittadini»

ABRUZZO. Nonostante «le menzogne» di Matteo Renzi, secondo cui il piano di salvataggio di 4 banche (CariChieti, Carife, Etruria e Marche) sarebbe stato pagato solo dal sistema bancario italiano, in realtà ci sarà anche un impatto negativo sui conti pubblici.

Ne è certa Carla Ruocco, deputata napoletana del Movimento 5 Stelle che ha lanciato l’allarme su Facebook con un post che è stato condiviso oltre 4 mila volte.

Tre giorni fa il Consiglio dei ministri ha dato l’ok al decreto legge per il salvataggio dei 4 istituti di credito. Il provvedimento consente di dare continuità all’attività creditizia — e ai rapporti di lavoro — «tutelando pienamente i correntisti». Il Consiglio dei ministri dopo l’approvazione si è affrettato ha spiegare che non si prevede «alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione». Inoltre «i provvedimenti di avvio alla risoluzione non prevedono il ricorso al bail in».

Il fondo di risoluzione erogherà 3,6 miliardi di euro alle banche ponte, per capitalizzarle e per coprire la differenza negativa fra gli attivi trasferiti e le passività. L’operazione sarà finanziata dai contributi delle banche al fondo. In particolare, spiega la Banca d’Italia, l’impegno finanziario immediato del Fondo di Risoluzione è, complessivamente per le quattro banche, così suddiviso: circa 1,7 miliardi a copertura delle perdite delle banche originarie (recuperabili forse in piccola parte); circa 1,8 miliardi per ricapitalizzare le banche buone (recuperabili con la vendita delle stesse), circa 140 milioni per dotare la banca cattiva del capitale minimo necessario a operare. Quindi, in totale, circa 3,6 miliardi.

Ma c’è anche qualcos’altro che non sarebbe emerso in questi giorni. La deputata Ruocco fa notare che gli istituti bancari italiani recuperano parte dei 3,6 miliardi versati a favore delle 4 banche grazie agli sgravi ottenuti dal Governo sulla loro Ires (l'imposta sul reddito delle società).

«Questo vuol dire», spiega la deputata, «che quest'anno lo stato incasserà meno tasse per 990 milioni perché l’aliquota per la defiscalizzazione è pari al 27,5%».

«Nessuno vuol far fallire le banche, ma il punto è un altro», insiste Ruocco, «se io Stato devo sempre intervenire con miliardi di euro, allora ti nazionalizzo! E quindi controllo come gestisci i tuoi soldi (cioè i soldi dei cittadini). Perchè in questo momento partecipiamo alle perdite, ma non agli utili».