L'INIZIATIVA

Giornata contro violenza donne, eventi e denunce

Boldrini, battaglia non è vinta. Centri antiviolenza,senza fondi

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 Giornata contro violenza donne, eventi e denunce

ROMA. Iniziative in più di mille Comuni, campagne di informazione e di sensibilizzazione, treni in giro per l'Italia che porteranno nelle stazioni messaggi in musica: la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra oggi 25 novembre 2015, si colora di miriadi di eventi grandi e piccoli su tutto il territorio nazionale. E non mancano le polemiche e le denunce. In Italia la situazione vede luci e ombre. Gli ultimi dati dell'Istat dicono che nel nostro Paese circa 7 milioni di donne hanno subito violenza, fisica o psicologica, nella loro vita. Una donna su tre della fascia di età compresa tra 16 e 60 anni. Ma nemmeno il 12% di queste donne hanno avuto la forza di denunciarla. Il nostro Paese negli ultimi anni ha fatto passi avanti sul piano legislativo, dotandosi di nuovi strumenti normativi - la legge contro lo stalking, quella per il contrasto al femminicidio, la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e domestica, definita 'Convenzione di Istanbul' - ma i Centri antiviolenza, che sono poi i 'terminali' sul territorio del fenomeno, continuano a denunciare la cronica mancanza di fondi e di attenzione.

E' in arrivo però, ha confermato oggi la Consigliera del presidente del Consiglio in materia di Pari Opportunità, Giovanna Martelli, un Avviso pubblico per destinare 7 milioni di euro allo sviluppo della rete di sostegno alle vittime, attraverso il rafforzamento appunto dei servizi territoriali e dei Centri antiviolenza. La presidente della Camera, Laura Boldrini, però avverte: "Non dobbiamo abbassare la guardia. Mettere la crocetta sulla casella 'azioni di contrasto alla violenza contro le donne', come se non dovessimo più occuparcene". La terza carica dello Stato ha ricordato un recente sondaggio "i cui risultati non esiterei a definire agghiaccianti" secondo il quale il 20% dei giovani uomini italiani reputa normale che un uomo tradito diventi violento, che meno della metà di tutti gli uomini in Italia si pone dalla parte delle donne mentre il 35% ritiene che la violenza di genere sia un fenomeno da regolare 'tra le pareti di casa'. "La battaglia, dunque, è tutt'altro che vinta". Domani tra la miriade di iniziative spicca la partenza, dalla stazione Termini di Roma, del treno delle Ferrovie dello Stato con a bordo Alex Britti, testimonial della Campagna "La voce delle donne" di WeWorld, che presenterà il suo ultimo singolo "Perchè?" a Roma, Firenze e Milano. Un brano che nasce dall'esigenza di dare un aiuto concreto alle donne vittime di violenza: i diritti infatti sono destinati ai progetti di WeWorld contro la violenza sulle donne. A Roma, all'Auditorium Conciliazione, l'evento di Telefono Rosa "Le donne, un filo che unisce mondi e culture diverse" con la partecipazione di Ozlem Tanrikulu - componente della Commissione degli Affari Esteri del Congresso Nazionale del Kurdistan e presidente di Uiki Onlus (Ufficio di informazione sul Kurdistan in Italia) - di Lucia Borsellino e della scrittrice italo-siriana Asmae Dachan. Ci saranno anche migliaia di ragazze e ragazzi. Sempre nella Capitale, la presentazione di una campagna promossa dal Dipartimento Pari opportunità e Poste Italiane per far conoscere il numero antiviolenza 1522. Nel pomeriggio, alla Camera, un convegno su imprenditoria e lavoro femminile che sarà dedicato alla memoria di Valeria Solesin, la giovane ricercatrice italiana uccisa nell'attentato al Bataclan di Parigi. Parteciperanno tra gli altri Laura Boldrini, la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e dirigenti sindacali.