16 ANNI

Istat: in Italia ci si sposa meno e si convive di più

Calano anche nozze tra stranieri e miste. Durata media è 16 anni

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Istat: in Italia ci si sposa meno e si convive di più

ROMA.  In Italia ci si sposa sempre meno, sempre più tardi e sempre più spesso davanti al sindaco che non in chiesa, e per contro si sceglie sempre più la convivenza, forma di unione più 'leggera' e disimpegnata. Un fenomeno che riguarda soprattutto i più giovani, italiani, ma il calo dei matrimoni tocca anche gli stranieri e i connazionali che scelgono un partner di un'altra nazionalità. E' quanto si evince dal report dell'Istat su matrimoni, separazioni e divorzi relativo al 2014.

 CALANO PRIME NOZZE TRA ITALIANI

Negli ultimi anni si è accelerata la tendenza alla diminuzione della nuzialità, attribuibile soprattutto alla contrazione del numero dei primi matrimoni, che nel 2014 sono stati meno di 143 mila, 40 mila in meno in 5 anni. Ciò avviene, secondo l'Istat, anche perché i giovani sono sempre meno numerosi per effetto della prolungata diminuzione delle nascite in Italia. Cala anche il numero complessivo delle unioni: nel 2014 sono stati celebrati quasi 190 mila matrimoni, 4.300 in meno rispetto all'anno precedente. Nel complesso, dal 2008 al 2014 i matrimoni sono diminuiti di circa 57.000 unità.

 BOOM DELLE CONVIVENZE

Le unioni di fatto - che possono preludere a un matrimonio o restare tali nel tempo - sono più che raddoppiate dal 2008, superando il milione nel 2013-2014. In particolare, le convivenze more uxorio tra partner celibi e nubili sono cresciute quasi 10 volte rispetto al 1993-1994. A conferma del fatto che questo tipo di unione è sempre più diffusa, il fatto che oltre un nato su quattro nel 2014 ha genitori non coniugati.

 PIU' MATURI AL PRIMO SI'

Attualmente gli sposi al primo matrimonio hanno in media 34 anni e le spose 31 (entrambi un anno in più rispetto al 2008). A spostare in avanti la data delle nozze è soprattutto la sempre più prolungata permanenza dei giovani in famiglia: il 78,6% dei maschi 18-30enni e il 68,4% delle loro coetanee. Le seconde nozze, o successive, sono 30.638 nel 2014. Anche se in lieve flessione, prosegue l'aumento della loro incidenza sul totale dei matrimoni,dal 13,8% del 2008 al 16,1% del 2014.

  AL CENTRO E NORD RITO CIVILE BATTE QUELLO RELIGIOSO

Il 43% dei matrimoni è celebrato in Comune; al Nord (55%) e al Centro (51%) i matrimoni civili superano quelli religiosi. Nel caso di coppie miste o di entrambi i partner stranieri, quasi 9 matrimoni su 10 sono celebrati con rito civile, ma questa scelta si va affermando anche nel caso dei primi matrimoni di coppie italiane (dal 20% nel 2008 al 28,1% nel 2014).

 IN FLESSIONE MATRIMONI MISTI E TRA STRANIERI

Le unioni in cui almeno uno dei due sposi è straniero sono circa 24 mila, in calo di 1.850 unità sul 2013. La diminuzione si deve soprattutto alle nozze tra stranieri. Tra i matrimoni misti, la tipologia prevalente è quella in cui è la sposa a essere straniera, e una sposa straniera su due è cittadina di un paese dell'Est Europa.

 LA COPPIA 'SCOPPIA' DOPO 16 ANNI

L'instabilità coniugale si è assestata: nel 2014 le separazioni sono state 89.303 e i divorzi 52.335, le prime in leggero aumento e i secondi in lieve calo rispetto all'anno precedente. In media ci si separa dopo 16 anni di matrimonio, ma i matrimoni più recenti durano sempre meno. Le unioni interrotte da una separazione dopo 10 anni sono quasi raddoppiate, passando dal 4,5% dei matrimoni celebrati nel 1985 all'11% per le nozze del 2005. L'età media alla separazione è di 47 anni per i mariti e 44 per le mogli; in caso di divorzio raggiunge, rispettivamente, 48 e 45 anni. Aumentano le separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne. Il 76,2% delle separazioni e il 65,4% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli; nell'89,4% delle separazioni di coppie con figli i genitori hanno scelto l'affido condiviso.