CABLAGGIO UNIVERSALE

Banda ultralarga, per coprire il 100% del territorio occorrono altri 2,2 miliardi

Conclusa consultazione di Infratel, può partire piano investimenti pubblici

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

308

Banda ultralarga, per coprire il 100% del territorio occorrono altri 2,2 miliardi

ROMA. Oltre una casa su tre non interessa gli operatori telefonici impegnati nella costruzione della rete a banda ultralarga. Dovrà quindi essere il governo, con il piano di investimenti pubblici, a provvedere per evitare l'ennesimo caso di Italia a due velocità. La consultazione avviata da Infratel a maggio scorso traccia un quadro accurato della situazione e rappresenta il punto di partenza per i bandi che dovrebbero partire entro l'anno. La strategia varata dal governo prevedeva la suddivisione del Paese in circa 95mila aree, per capire in quali di esse ci fosse l'interesse degli operatori a investire (interesse che ora è vincolante e assume il carattere dell'impegno) e in quali, invece, fosse necessario prevedere l'investimento pubblico, che sarà pari a 2,2 miliardi stanziati dal Cipe.

Ebbene, le aree bianche, quelle snobbate dagli operatori, sono circa 83mila, mentre quelle nere o grigie poco più di 1.100.

Guardando invece alle unità immobiliari, unità di misura forse di più immediata comprensione, nel 2018 risulteranno 'scoperte' (nessun interesse privato e nemmeno il coinvolgimento in piani pubblici già varati) il 36,3%.

Sarà in questa fascia, dunque, che si concentreranno gli investimenti pubblici, secondo le diverse formule previste dal governo.

Inoltre, fa notare il ministero dello Sviluppo, solo il 21,42% del totale sarebbe collegato con la fibra, in modalità Fttb (fibra fino al palazzo), Ftth (fibra fino a casa) o Fttdp (fibra al punto di distribuzione). Si tratta di percentuali non indifferenti, dal momento che gli obiettivi del Piano nazionale banda ultralarga prevedono il 100% collegato a 30 mega e l'85% a 100 mega entro il 2020.

Rispetto alla consultazione dello scorso anno, inoltre, le unità immobiliari che passano dai Cluster C e D (a fallimento di mercato) ai cluster A e B sono pari a 415.000 (l'1,5% del totale), mentre le unità immobiliari che passano dai cluster A e B al cluster C sono pari a circa 1,4 milioni (il 5% del totale).

In sostanza, gli investimenti degli operatori si concentrano sempre di più sulle aree più redditizie: la regione più attraente in assoluto è il Lazio, mentre quella meno gettonata dagli operatori è il Molise. Al 2018, comunque, le due regioni più virtuose saranno Puglia e Calabria, già oggetto di importanti piani di digitalizzazione. Sullo stesso fronte si muove, intanto, anche l'Agcom, che ha dato il via a una consultazione pubblica di 30 giorni sulle linee guida per le condizioni di accesso alle reti finanziate con contributi pubblici nell'ambito della strategia italiana per la banda ultralarga, con l'obiettivo di «definire un quadro chiaro di regole per l'accesso alle infrastrutture».

BANDA ULTRALARGA Esito-Consultazione-BUL