INGIUSTIZIE

Legge Fornero, 309 pensionati abruzzesi ricorrono al Tar del Lazio

Chiedendo la restituzione dei soldi sottratti

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Legge Fornero, 309 pensionati abruzzesi ricorrono al Tar del Lazio


 
ABRUZZO. Il Codacons ha depositato l’annunciato ricorso collettivo al Tar del Lazio per conto di 309  pensionati residenti in Abruzzo, finalizzato ad ottenere l’annullamento della circolare INPS  n. 125 del 25 giugno 2015  con la quale è stato recepito il cosiddetto “bonus Poletti” che, secondo le intenzioni del Governo, dovrebbe dare soddisfazione alla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge Fornero.

I giudici del Tar dovranno ora decidere sulla sospensiva richiesta dall’associazione per conto dei pensionati e sulla richiesta di piena applicazione della sentenza della Consulta e contestuale restituzione dei soldi sottratti dalle pensioni.

Intanto il Codacons ha deciso di avviare oggi una nuova iniziativa legale per quei pensionati della regione che ancora non hanno avviato alcuna richiesta risarcitoria.

L’associazione promuove infatti un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, contro l’«elemosina» elargita ad agosto dal Governo per dare seguito alla sentenza della Consulta.

Tale ricorso costituisce un rimedio alternativo all’azione al Tar nell’ambito del sistema di giustizia amministrativa e nelle controversie attribuite alla giurisdizione del giudice amministrativo – spiega il Codacons - Per tale l’associazione invita tutti i pensionati dell’Abruzzo che ancora non hanno avviato alcuna iniziativa legale a tutela della propria pensione, ad aderire al ricorso straordinario al Capo dello Stato, entro e non oltre il prossimo 15 ottobre, seguendo le istruzioni riportate sul loro sito. 

Il problema è che quello che molti hanno definito il bonus Poletti secondo molte persone è stato inferiore rispetto a quanto promesso dal Governo: alcuni pensionati che pensavano di rientrare tra i rimborsati non hanno ricevuto nulla, mentre altri sono rimasti delusi dall’importo percepito, diverso (e inferiore) rispetto a quello che avevano pronosticato.

Alla base della differenza tra il rimborso pensioni ottenuto e quello sperato c’è senza dubbio la tassazione: il prelievo fiscale ha di fatto ridotto del 25% l’importo dei rimborsi. In media, i beneficiari del bonus Poletti hanno ricevuto una cifra intorno ai 350 euro (con un massimo di 750 euro e un minimo che non raggiunge i 200 euro). Cifre decisamente diverse da quei 850/900 euro di cui parlavano gli esponenti del Governo che, ora pare chiaro, facevano riferimento ad importi lordi.

 Chi non ha ricevuto nulla sono i pensionati di nuova assegnazione, ovvero coloro che ricevono l’assegno solo dal 2013. Le loro pensioni infatti non sono state influenzate dal blocco imposto dalla legge Fornero. Il rimborso è andato solo a chi riceveva una pensione pari ad una cifra compresa tra il triplo e il sestuplo della minima (ovvero chi riceve tra i 1.405 e i 2,180 euro lordi). Le pensioni che non rientrano in questa fascia non hanno avuto nessun rimborso perché nulla gli era stato levato.