DITTATURA DEL PETROLIO

Trivelle: da 10 Regioni referendum per dire no

Oggi in Cassazione deposito quesiti.Iacop, Governo apra tavolo

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

80

Trivelle: da 10 Regioni referendum per dire no

ROMA.  Arriva dalle Regioni un netto "no" alle trivelle in mare: domani i delegati di 10 Regioni saranno in Corte di Cassazione per depositare sei quesiti referendari sul cosiddetto decreto "sblocca Italia" che le prevede. Le Regioni vogliono, con questo atto, anche riaffermare il proprio ruolo nelle procedure che li riguardano e la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali si dice pronta a sedersi ad un tavolo con il Governo per trovare una mediazione.

«L'iniziativa referendaria, promossa unitariamente dai presidenti delle Assemblee legislative, è al di fuori di una logica politica e per affermare invece che non si possono tagliare fuori le Regioni, gli enti locali e i territori dalle scelte sul loro futuro», spiega il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza (Pd), che è da tempo impegnato in questa battaglia.

«Il problema c'é - sottolinea il coordinatore dell'Assemblea dei Consigli regionali, Franco Iacop - se teniamo presente che 10 Consigli regionali a maggioranza assoluta hanno sottoscritto le delibere per attivare la procedura di referendum, come prevede l'art. 75 della Costituzione».

 Iacop auspica che il Governo decida di aprire un tavolo per la revisione della normativa, «siamo qui per ragionare assieme».

 Alcune Regioni, tuttavia, hanno bocciato la richiesta di referendum. E' il caso dell'Emilia Romagna, il cui presidente, Stefano Bonaccini, pur comprendendo le ragioni di chi chiede il referendum, ha detto di non considerare questo «lo strumento più utile per affrontare le questioni».

 Per questo ha chiesto il sostegno dell'Aula per proporre in Conferenza delle Regioni e poi nella Conferenza Stato-Regioni le modifiche dell'articolo 38 e si è detto convinto che il Governo possa accogliere questa richiesta.

Le Regioni chiedono che della questione si occupino anche i tg nazionali del servizio pubblico radiotelevisivo e annunciano l'intenzione di scrivere al presidente dell'Agcom, Marcello Cardani, «per dare lo spazio informativo che merita un tema di così grande interesse per le comunità amministrate».

 Anche la Puglia promuoverà una campagna di sensibilizzazione e informazione per scongiurare il pericolo di disinteresse o di disinformazione da parte dei cittadini che eventualmente saranno chiamati alle urne sui quesiti referendari. Intanto sulla vicenda intervengono anche le associazioni ambientaliste.

«Affondano i piani fossili della Croazia, ormai resta solo Renzi a volere le trivelle nei nostri mari», afferma Greenpeace, rilevando che «sembra essere durato poco più di un anno il 'sogno fossile' della Croazia nell'Adriatico».

 Il Wwf invece si dice soddisfatto per la decisione annunciata ieri dalla Royal Dutch Shell di abbandonare le trivellazioni in Artico e auspica che ora Eni segua l'esempio e abbandoni investimenti che peggiorano crisi climatica.

Anche l’Abruzzo ha votato per il sì al referendum anche se cresce il fronte di chi pensa che questa scelta sia inefficace e improduttiva o addirittura il mezzo per “legittimare” la scelta del governo e renderla “democratica”.