PROGETTI PER IL FUTURO

Expo, cosa fare dei padiglioni dopo la chiusura?

Prende piede ipotesi campus

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Expo, cosa fare dei padiglioni dopo la chiusura?

 

MILANO. Prende sempre più piede l'ipotesi che sull'area Expo sorga in futuro un campus universitario. Dopo la decisione della società Arexpo di revocare l'incarico agli advisor, si potrebbe arrivare ad una decisione definitiva sull'area già entro fine ottobre.

Una posizione in tal senso è stata espressa oggi dall'assessore all'Urbanistica e all'Agricoltura del Comune di Milano, Alessandro Balducci. Interpellato a riguardo, Balducci ha assicurato che la revoca «velocizzerà molto» e «permetterà di arrivare entro la fine di Expo a una soluzione chiara» sul futuro dell'area e sulle fasi di transizione».

 Nei giorni scorsi in molti, a cominciare dal ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, era stata sottolineata l'esigenza di utilizzare l'area anche per sostenere la ricerca e l'innovazione in campo agroalimentare. Balducci ha confermato questa linea: «La firma di un protocollo di intesa e l'integrazione del governo in Arexpo dimostrano che ormai c'è una convergenza anche sul progetto del nuovo campus per l'innovazione e la ricerca dell'Università statale - ha detto - anche con le nuove funzioni identificate dal ministro Martina».

 Questo lo scenario secondo Balducci. Uno scenario del quale intende far parte, ovviamente, anche il Governo, come ha ribadito oggi il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti.

«Il ruolo del Governo non può mancare - ha detto -. Il dopo Expo è un'opportunità non solo per Milano e per la Regione Lombardia, ma per il Paese. E il tema del post Expo deve interessare anche gli altri Paesi, se vogliamo dare continuità al messaggio di Expo».

 Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, sostiene l'idea del campus universitario: «è molto bello. Qui c'è spazio per fare varie cose, ma bisognerà mantenere lo stesso spirito di squadra che ha contraddistinto questa città e le sue istituzioni in questi mesi».

 Il progetto della Statale, con l'idea di Assolombarda di coinvolgere le aziende Ict, è per il presidente della Triennale e di Assimpredil, Claudio De Albertis, «il miglior modo di utilizzare l'area».

 I primi edifici però, ha rilevato De Albertis, saranno pronti tra 4-5 anni, «per cui è necessario organizzarsi in vista del periodo transitorio».

 De Albertis ha annunciato che XXI Triennale internazionale che si svolgerà da aprile a settembre 2016 potrebbe essere organizzata sull'area di Expo. Si parla di un investimento di 25 milioni di euro. Anche Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, è intervenuto nel dibattito sul dopo Expo. «L'architettura non è solo quella patinata delle riviste, ma soprattutto quella che riguarda le vita quotidiana delle persone. Ora bisogna scegliere sapendo che le scelte che si faranno ora saranno per sempre, e che il dopo Expo riguarderà davvero tutti i cittadini».