SANITA' AGLI SGOCCIOLI

Esami clinici inappropriati da tagliare: ministro e Regioni si rimpallano le responsabilità

Chiamparino: «Il ministro è scorretto». Lorenzin: «Le Regioni spieghino»

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Esami clinici inappropriati da tagliare: ministro e Regioni si rimpallano le responsabilità

Sergio Chiamparino

 

 ROMA.  Il decreto sull'appropriatezza delle prescrizioni sanitarie che tanti malumori sta creando tra i medici, finisce per diventare motivo di scontro tra il ministero della Salute Beatrice Lorenzin e i presidenti delle Regioni.

In una intervista rilasciata ad un quotidiano on line ieri il ministro ha detto che le sanzioni a carico dei medici previste dal decreto «io non le volevo, e non le avrei messe, le hanno volute le Regioni». Dichiarazioni che hanno visibilmente infastidito il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino.

«L'atteggiamento del ministro della Salute non mi sembra corretto e soprattutto non ci fa andare da nessuna parte: se si sono condivise delle scelte, lo si è fatto insieme».

 Insomma per Chiamparino, quello del ministro «è un atteggiamento che non ci fa fare passi avanti, è sbagliato scaricare il problema sugli altri per ragioni di consenso. Non mi sembra un atteggiamento corretto, lo dico sinceramente. Le verifiche sull'appropriatezza sono necessarie e lo dicono i medici stessi. Soprattutto: se si condivide un percorso lo si condivide fino in fondo. Io, dal canto mio, potrei dire che Lorenzin non ha voluto che si intervenisse su altri capitoli».

«Poi - chiarisce Chiamparino - se il ministro ha delle idee su come cambiare la norma lasciandone inalterate le finalità di lotta all'inappropriatezza, figuriamoci se non siamo disposti ad un confronto».

 A dare man forte a Chiamparino arrivano anche le parole del neo coordinatore alla Sanità della Conferenza delle Regioni, l'assessore emiliano Sergio Venturi, il quale spiega che la decisione di tagliare gli esami inutili e le sanzioni per i medici che prescrivono in modo non motivato «è frutto di un'intesa tra Ministero della Salute e Regioni», non ha senso quindi «rigirarsi la colpa a vicenda».

 Pronta arriva all'ANSA la replica del ministro Lorenzin.

«L'obiettivo è risparmiare per reinvestire dove è necessario, in quelle cure che ci chiedono i cittadini. Dalle Regioni, che hanno fortemente voluto queste norme, mi aspetterei che intervenissero per spiegare alle persone il perché dobbiamo fare questo salto culturale», dice il ministro.

 E aggiunge: «Stimo il Presidente Chiamparino, con il quale ho condiviso in questi mesi anche percorsi molto difficili. Arrivare all'intesa è stato un lavoro complesso, e questo delle prescrizioni è stato un punto sicuramente controverso. Dell'appropriatezza io rivendico la necessità sul territorio italiano, come tutte le società scientifiche hanno richiesto a più riprese in Italia e come ampiamente ritenuto necessario anche all'estero».

 E precisa anche che le nuove norme, «che Governo e Regioni hanno scritto insieme, dopo una profonda mediazione», non comportano né una riduzione dell'accesso alla diagnosi per i pazienti né hanno intenzioni punitive o persecutorie nei confronti dei medici. Un concetto poco prima espresso anche dal sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, secondo il quale il decreto sull'appropriatezza delle prestazioni sanitarie «non può mai essere fatto contro i medici».

 De Filippo non ha nascosto la preoccupazione per il previsto sciopero dei medici. Intanto il segretario nazionale de La Destra Francesco Storace, ex presidente della Regione Lazio, dice che «per esperienza diretta sono portato a credere che siano state le Regioni a chiedere al Ministero una mossa impopolare. Ma chi è a quel tavolo deve dire come stanno le cose».

 E accuse arrivano anche dai deputati Cinque Stelle: «Ministero e Regioni si sono rimbalzati per mesi la palla sui tagli che hanno messo in campo, ma le responsabilità sono da attribuire a entrambe le parti che, per noi, sono egualmente colpevoli. Insomma: Lorenzin e Chiamparino due facce delle della stessa medaglia».