NUOVE REGOLE

Ecco cosa prevede la riforma del processo penale approvato in Senato

Cambiano le regole per la diffusione di intercettazioni e registrazioni audio-video

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Ecco cosa prevede la riforma del processo penale approvato in Senato

ROMA. La Camera ha approvato, con modifiche, il disegno di legge del Governo di riforma del processo penale, per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi. Il provvedimento, che passa ora all'esame del Senato, è composto da 35 articoli, attraverso i quali vengono modificate alcune disposizioni dei codici - penale e di procedura penale - e delle norme di attuazione, e viene delegato il Governo a una riforma del processo penale e dell'ordinamento penitenziario.

 LE MODIFICHE AL CODICE PENALE

Il provvedimento approvato dalla Camera interviene sul codice penale prevedendo:

  • l'estinzione del reato per condotte riparatorie, ovvero la possibilità per il giudice di dichiarare estinto il reato in relazione alle condotte riparatorie dell'imputato (riparazione, risarcimento ed eliminazione delle conseguenze del reato), con riguardo a taluni reati perseguibili a querela. In particolare, in base all'art. 162-ter c.p., il giudice può dichiarare estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l'imputato ha riparato interamente il danno con le restituzioni o il risarcimento e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato. La riparazione deve realizzarsi nel termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, salva la fissazione di un termine ulteriore, non superiore a 6 mesi, per il pagamento di quanto dovuto anche in forma rateale. Se il giudice riconosce la congruità della somma offerta a titolo di risarcimento, anche in assenza di accettazione da parte della persona offesa, l'imputato, con il deposito della somma, può vedere estinto il reato. Le nuove disposizioni si applicano anche ai processi in corso;
  • l'inasprimento delle pene per il reato di scambio elettorale politico-mafioso (reclusione da sei a dodici anni, in luogo della pena attuale da quattro a dieci anni) e per alcuni reati contro il patrimonio (furto in abitazione e con strappo, furto aggravato, rapina).

Inoltre, il disegno di legge che ha concluso l'iter alla Camera delega il Governo a modificare i seguenti istituti del codice penale:

  • il regime di procedibilità per alcuni reati, in particolare con la previsione della procedibilità a querela dell'offeso in relazione ai reati contro la persona ed ai reati contro il patrimonio, che arrechino offese di modesta entità all'interesse protetto (la procedibilità d'ufficio dovrà essere mantenuta quando la persona offesa da tali condotte sia incapace per età o per infermità). Il provvedimento modifica inoltre direttamente il regime di procedibilità del reato di violenza privata (art. 610 c.p.), richiedendo nelle ipotesi non aggravata la querela di parte;
  • la disciplina delle misure di sicurezza, in particolare con riguardo ai presupposti della loro applicazione, alla definizione dell'infermità mentale, alla previsione, nei casi di non imputabilità, di misure di cura e di controllo.

Il Governo è inoltre delegato a rivedere la disciplina del casellario giudiziario.

LE MODIFICHE AL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Il provvedimento approvato dalla Camera interviene anche sul processo penale: In particolare,

  • modifica il procedimento per incapacità dell'imputato, distinguendo l'ipotesi in cui l'incapacità sia reversibile da quella in cui essa sia irreversibile;
  • modifica le disposizioni del c.p.p. concernenti le indagini preliminari, l'archiviazione e l'udienza preliminare, tra l'altro intervenendo sui tempi delle diverse fasi, sulle garanzie della persona offesa dal reato, sulla nullità del provvedimento di archiviazione e prevedendo che, allo spirare del termine di durata massima delle indagini preliminari, il PM abbia tempo 3 mesi (12 per i reati più gravi), prorogabili una sola volta, per decidere se chiedere l'archiviazione o esercitare l'azione penale, altrimenti l'indagine sarà avocata dal procuratore generale presso la corte d'appello;
  • modifica la disciplina dell'impugnazione della sentenza di non luogo a procedere, che viene riarticolata su un doppio grado di giudizio; in particolare, tale sentenza emessa in sede di udienza preliminare é impugnabile in appello, anziché direttamente in cassazione; la corte d'appello decide sull'impugnazione con rito camerale; sull'impugnazione della sentenza di appello decide la Corte di cassazione in camera di consiglio;
  • modifica il procedimento di alcuni riti speciali (rito abbreviato e patteggiamento; per il primo è tra l'altro aumentata la riduzione di pena per le contravvenzioni);
  • interviene sulla disciplina della richiesta di prove nel dibattimento; in particolare, viene ripristinata la distinzione tra PM e altre parti in relazione all'esposizione dei fatti e delle prove richieste;
  • precisa il contenuto necessario della sentenza; tale provvedimento deve contenere anche l'indicazione dei risultati acquisiti e dei criteri di valutazione della prova adottati, avendo riguardo a una serie di elementi;
  • interviene in tema di ragguaglio tra pene detentive e pene pecuniarie; in particolare, è abbassato da 250 a 75 euro il valore di un giorno di pena detentiva, previsto dal codice penale;
  • modifica la disciplina delle impugnazioni; tra l'altro, oltre a rivedere il regime delle inammissibilità, reintroduce il concordato sui motivi in appello (una sorta di patteggiamento in secondo grado) e limita il ricorso in cassazione in caso di doppia sentenza conforme di proscioglimento, in primo e secondo grado. E' inoltre abrogato l'art. 625-ter c.p.p., sulla rescissione del giudicato; ltale disciplina viene ora inserita nell'art. 629-bis, in base al quale sulla richiesta di rescissione si pronuncia la corte d'appello, analogamente ai casi di revisione del giudicato.

LA DELEGA AL GOVERNO

Il provvedimento approvato dall'Assemblea il 23 settembre, delega inoltre il Governo a riformare le intercettazioni ed i giudizi di impugnazione. In particolare, per le intercettazioni sono previsti principi a tutela della riservatezza delle comunicazioni ed é prevista una nuova fattispecie penale (punita con la reclusione non superiore a 4 anni) a carico di quanti diffondano il contenuto di conversazioni fraudolentemente captate, al solo fine di arrecare danno alla reputazione. La punibilità è esclusa quando le registrazioni sono utilizzabili in un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca.

Il provvedimento approvato dalla Camera, inoltre,

  • modifica gli obblighi informativi alla p.a. in capo al pm, con riguardo ai reati ambientali;
  • riorganizza l'ufficio del pm con riferimento alla iscrizione delle notizie di reato;
  • individua alcuni casi nei quali la partecipazione al dibattimento a distanza costituisce la regola (tali disposizioni entreranno in vigore dopo un anno dalla pubblicazione della riforma in Gazzetta Ufficiale);
  • individua principi e criteri direttivi di delega per la riforma dell'ordinamento penitenziario (specifici criteri riguardano le esigenze rieducative dei detenuti minori).