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Esami clinici "inutili", ecco la lista dei 208 che si pagheranno

Medici pronti alla protesta

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Esami clinici

Ministro Lorenzin

 

ROMA. Si chiama “appropriatezza” ed è il criterio che permetterà al Ministero di sanzionare i medici e di non far pagare esami clinici ai cittadini. Il risultato sarà che tra qualche giorno si pagheranno molti degli esami che ad oggi sono coperti dal servizio sanitario nazionale e che costano all’anno circa 13 miliardi di euro.

Ci sarà anche una stretta sui test genetici e su quelli per le allergie con il provvedimento in preparazione al ministero della Salute e che si tradurrà in un decreto volto a garantire l'appropriatezza delle prestazioni sanitarie al fine di evitare esami e viste inutili.

Questi test, assieme a molti altri, infatti, potranno essere eseguiti a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) solo in casi precisi e se a prescriverli sarà uno specialista.

La stretta, secondo quanto prevede il documento presentato ai sindacati medici, riguarderà 208 prestazioni tra le quali quelle per la riabilitazione, oltre che le odontoiatriche (come estrazione e ricostruzione dei denti) e la radiologia diagnostica comprendente risonanze e tomografie.

 Sotto osservazione, poi, le prestazioni di laboratorio: troppi, e in vari casi non necessari, affermano gli esperti, gli esami eseguiti.

Un esempio è l'esame del colesterolo totale: le condizioni di erogabilità dell'esame a carico del Ssn prevedono che sia «da eseguire come screening in tutti i soggetti di età superiore a 40 anni e nei soggetti con fattori di rischio cardiovascolare o familiarità per dislipidemia o eventi cardiovascolari precoci. In assenza di valori elevati, modifiche dello stile di vita o interventi terapeutici - si precisa - l'esame è da ripete a distanza di 5 anni».

 Il documento 'infoltisce' dunque la lista degli esami 'sorvegliati speciali' rispetto alla prima bozza resa nota dai sindacati prima della pausa estiva e che indicava 180 prestazioni, su un totale di 1.700 previste dal nomenclatore. Il documento precisa, accanto ad ogni prestazione citata, le 'condizioni di erogabilità', ovvero i criteri in base ai quali il medico può prescrivere al paziente quella determinata prestazione a carico del Ssn.

PRESTAZIONI ODONTOIATRICHE

Per quanto riguarda ad esempio le condizioni di erogabilità delle prestazioni odontoiatriche, potranno usufruirne gratuitamente - oltre ai già previsti interventi legati alla prevenzione - i bambini da 0 a 14 anni in condizioni di «vulnerabilità sanitaria» (ovvero, si specifica nel documento, «condizioni di tipo sanitario che rendono indispensabili o necessarie le cure odontoiatriche») o di «vulnerabilità sociale» (ovvero «condizioni di svantaggio sociale ed economico che impediscono l'accesso alle cure odontoiatriche a pagamento per gli elevati costi presenti nelle strutture private»). Anche per l'erogazione delle dentiere sono previsti gli stessi criteri. E' comunque garantita a tutti i cittadini il trattamento delle urgenze odontostomatologiche. Rispetto invece a prestazioni come le risonanze magnetiche, è previsto che siano "erogabili" in particolari condizioni legate ad esempio a patologie oncologiche o traumatiche.

+++ECCO LA LISTA DEI 208 ESAMI

 SINDACATI MEDICI PRONTI ALLA PROTESTA

I sindacati medici alzano gli scudi contro il provvedimento allo studio del ministero della Salute per tagliare gli esami inutili prevedendo anche una sanzione pecuniaria per i camici bianchi in caso di prescrizioni inappropriate: all'indomani dell'incontro con il ministro Beatrice Lorenzin per confrontarsi sul documento, i camici bianchi annunciano dunque l'intenzione di andare verso lo sciopero nazionale, mentre il ministro difende le misure in preparazione precisando che non si tratta di una "caccia al medico" e che le sanzioni sono previste solo in casi provati. In realtà la 'tabella di marcia' per la messa a punto del provvedimento, che si tradurrà in un decreto, prevede ancora spazi di confronto: entro venerdì i sindacati potranno infatti presentare delle osservazioni ed il Consiglio Superiore di Sanità fornirà ulteriori chiarimenti. Poi, il provvedimento passerà alla Conferenza Stato-Regioni.

Ma i camici bianchi sono già sul piede di guerra: si tratta di un decreto "sbagliato" contro il quale «è già in atto una mobilitazione che potrebbe portare anche a uno sciopero di tutto il mondo della sanità italiana. Lo Stato si sostituisce al giudizio del professionista, assumendone le prerogative, a prescindere dal malato», annuncia Costantino Troise, segretario dell'Anaao, il maggior sindacato dei medici dirigenti. Pronta alla mobilitazione unitaria «a difesa del Servizio sanitario nazionale e contro tagli camuffati come mancati aumenti o risparmi» si dice anche la Fp-Cgil Medici, e la Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) annuncia che si va verso una manifestazione nazionale dell'intera categoria a novembre per portare alla luce le «enormi criticità del Ssn».

 La soluzione proposta da Lorenzin è «inaccettabile» anche per l'Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi), mentre le associazioni di cittadini e pazienti «sono pronte ad unire le loro forze con i sindacati medici» afferma Cittadinanzattiva.

Lorenzin, da parte sua, ribadisce la ratio del provvedimento: «Molti esami che prescrivevano i medici sono stati tagliati perché inutili, anzi precisamente sono stati tagliati per fare spazio all'appropriatezza della prescrizione diagnostica, si fanno solo le diagnosi che servono e non quelle che non sono realmente necessarie, l'eccesso costa 13 miliardi allo Stato che invece potrebbero nel tempo essere redistribuiti nel Ssn».

 Ed aggiunge: «La sanzione scatta sulla parte accessoria dello stipendio del medico dopo un contraddittorio, ma non parliamo di un singolo caso di errore».

 Anche il Codacons difende il provvedimento, criticando l'annuncio di un probabile sciopero: «i medici sbagliano, perchè i tagli agli sprechi - afferma - partono proprio dall'eliminazione degli esami inutili».

 E mentre i medici annunciano proteste 'forti', il governo fa sapere - come ribadito anche ieri da Lorenzin - che l'attesa norma sulla colpa medica per ridurre le cause nella Sanità a tutela degli stessi professionisti e contro la cosiddetta medicina difensiva, che ogni anno ha un costo di oltre 10 miliardi, sarà inserita nella legge di stabilità. Obiettivo è proprio aiutare i medici a difendersi dalle cause intentate da pazienti ma che si rivelano false nella quasi totalità dei casi.