DITTATURA DEL PETROLIO

Trivelle e petrolio: Molise, Puglia, Marche e Basilicata dicono sì al referendum

Giovedì tocca all’Abruzzo esprimersi in Consiglio regionale

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Trivelle e petrolio: Molise, Puglia, Marche e Basilicata dicono sì al referendum

ABRUZZO. Via libera all'unanimità dal Consiglio regionale del Molise, Puglia, Marche e Basilicata alla richiesta di referendum per la dichiarazione di incostituzionalità di alcune norme contenute nello 'Sblocca Italia' che autorizzano le trivellazioni in Adriatico e Ionio.

Adesso sono attese le decisioni delle Assemblee dell’Abruzzo (che ieri ha approvato in Commissione e domani voterà in Consiglio), Sardegna e Umbria; Campania, Veneto e Calabria.

Il via libera della II Commissione abruzzese – espresso a maggioranza con l’astensione del Movimento  5 Stelle che si è riservato di esprimere il proprio voto  nella seduta consiliare di giovedì -  consentirà dunque la discussione in Aula dando la possibilità al Consiglio Regionale d’Abruzzo di deliberare la proposizione dei referendum abrogativi di alcune norme che negli ultimi anni hanno semplificato le procedure di ricerca ed estrazione di idrocarburi, in particolare entro le 12 miglia marine. Se la procedura – che prevede che siano depositate le delibere di approvazione di almeno cinque Consigli regionali  - andrà a buon fine, i referendum potranno essere celebrati la primavera prossima.

Ieri a Campobasso l'Aula di Palazzo Moffa, sede del Consiglio regionale del Molise, ha condiviso le preoccupazioni dei Governatori delle sei Regioni del centro sud che alla 'Fiera del Levante' a Bari hanno stretto un patto per chiedere, attraverso un referendum, l'abrogazione di alcune norme in materia previste nel decreto 'Sblocca Italia'.

Tra gli interventi, quello di Vincenzo Niro, che ha parlato in qualità di consigliere e non in veste di presidente dell' Assemblea.

«No a un'invasione dello Stato sul regionalismo», ha detto, ricordando che proprio dal Molise, con quella che è stata definita la 'Carta di Termoli', è iniziato il percorso contro le trivellazioni, che oggi si è concretizzato. «Voto favorevole alla richiesta referendaria in maniera incondizionata, ma niente bluff», hanno commentato i consiglieri del M5S, Antonio Federico e Patrizia Manzo sottolineando che «anche la Giunta regionale faccia il suo dovere per predisporre e portare avanti una campagna referendaria che riesca ad ottenere l'obiettivo: fermare un crimine».

«Voto a favore - ha detto l'ex Governatore, Michele Iorio - perché sono contro l' impostazione politica del Governo nazionale e della sua maggioranza su questo e su tanti altri argomenti che riguardano il rapporto tra Stato e istituzioni locali».

«È un no alle trivelle, ma è soprattutto - ha detto invece il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo - una battaglia per difendere Adriatico e Ionio, le coste, l'economia turistica e marinara. Non è una sfida al governo, ma un appello a collaborare».

Il parere definitivo di legittimità spetta successivamente alla Corte Costituzionale.

«E' una giornata felice per i pugliesi e per questo Consiglio regionale», ha detto ieri il presidente della Giunta regionale pugliese, Michele Emiliano sottolineando «come la Puglia non sia conformata ai dettami della politica nazionale al riguardo.

«Il conformismo - ha detto - è il principio della fine dell'attività libera di una comunità e non è il caso della Puglia» - ha aggiunto, ricordando i precedenti dei presidenti Fitto e Vendola che si schierarono rispettivamente contro le posizioni del Governo nazionale sul federalismo fiscale e sull'attività di trivellazione prevista nel mare Adriatico.

«C'è - secondo Emiliano - continuità nell'idea di questa Regione che continua a pensare, a suggerire al governo nazionale nella concezione della nostra democrazia secondo cui appartenere ad un partito non significa credere ciecamente in quel che viene deciso da un partito. Sarebbe un grave errore, oltre che conformismo. Ebbene questa Regione non si conforma».

«Non ci limitiamo a fare critica - ha aggiunto - ma applichiamo norme della Costituzione per stabilire se nostri interessi sono stati lesi. Proseguiamo così il cammino di verità, sincerità e lealtà».