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«La mafia è elemento costitutivo della nostra società. La corruzione mai combattuta»

Franco Roberti è il procuratore Antimafia ed ha parlato alla Commissione parlamentare

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«La mafia è elemento costitutivo della nostra società. La corruzione mai combattuta»

Franco Roberti

ROMA. «La corruzione è mai stata combattuta in Italia? Mai». Il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Franco Roberti, interviene a 360 gradi parlando davanti alla Commissione Antimafia e non lesina colpi a nessuno.

«Il corruttore è sempre stato visto come un furbo, come l' evasore fiscale», prosegue. E difende la presidente dell'Antimafia Rosy Bindi dalle polemiche di questi giorni: «Come si fa a negare che le mafie siano elemento costitutivo della società da cui hanno avuto origine e poi si sono diramate? Io stesso ho definito già in passato la camorra elemento costitutivo della società napoletana. Se non guardiamo in faccia questa realtà, se proseguiamo con i negazionismi, non possiamo approntare interventi strutturali per combatterla», chiarisce.

Sui Casamonica dice: «sono certamente una cosca criminale, espressione di criminalità organizzata, fanno parte a pieno titolo della cittadinanza romana, sono qui da 70 anni».

 Chiede poi a deputati e senatori di «riflettere attentamente» sulla modifica dell'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario, «è rischioso, mi sembra indebolisca l'apparato della normativa antimafia». «I collaboratori sono uno strumento insopprimibile dell'indagine penale insieme alle intercettazioni. Se vogliamo continuare in questa azione che ha prodotto risultati, dobbiamo preservare il sistema dei collaboratori e preservare le premesse per poterci avvalere del loro contributo», fa notare.

Difende la riforma del 416 ter, il voto di scambio politico mafioso «tutti abbiamo interesse al suo buon funzionamento. La giurisprudenza ha lavorato: si sono formate due scuole di pensiero, quella che fa capo alla cosiddetta sentenza Polizzi del maggio 2014 e quella che fa capo alla sentenza Antinoro del giugno 2014. Ma il conflitto tra queste due sentenze è più apparente che sostanziale».

 Bene anche l'aumento delle pene deciso oggi dalla Camera. Non manca un riferimento anche al premier Renzi: «Una sola volta ho letto in un articolo su La Repubblica la parola dell'attuale capo del governo che mi aspettavo di sentirgli dire: 'priorità', con riferimento all'azione di contrasto alle mafie. Priorità, è questa la parola chiave secondo il mio modestissimo avviso».

 E sottolinea come «la vera forza della mafia è la capacità relazionale con politici, professionisti, magistrati» e il problema è che «non è stata per tempo capita la forza della corruzione, dei reati urbanistici e ambientali».

 Per questo auspica che in tempi di spending review «non vengano indeboliti i sistemi investigativi» e spinge affinché «si rilanci il sud, la cui desertificazione è un piombo sulle ali dello sviluppo di tutto il Paese». Quanto ai minori, in Campania, «sono sempre stati usati dalla camorra», se vengono utilizzati ancora di più recentemente «è perché i maggiorenni sono finiti al 41 bis. I minorenni vengono chiamati 'muschilli' e sono essenziali, utilizzati per spaccio, omicidi. Servono interventi per favorire il recupero di questi territori», conclude Roberti.