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Scuola. Scade il termine per le assunzioni, finora 97 per cento ha detto sì

Solo 34 prof hanno rinunciato a cattedra. Sindacati contro il piano

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Scuola. Scade il termine per le assunzioni, finora 97 per cento ha detto sì

ROMA. E' quasi corale il sì dei professori al piano di assunzioni previsto dalla 'Buona scuola'. Alle 19, infatti, 8.511 docenti precari - pari al 97% del totale - avevano accolto la proposta di assunzione, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di una destinazione lontana dalla provincia di residenza.

A quanto si apprende da Viale Trastevere, al momento le rinunce al posto fisso sono solo 34, su un totale di 8.776 proposte previste in questa "fase B". Il termine ultimo per accettare la cattedra scade questa sera a mezzanotte.

Ma per i sindacati della scuola, oggi in assemblea con le Rsu a Roma, il piano di assunzioni della "Buona scuola" è da bocciare in toto.

 Non chiamate i prof "choosy", mette in guardia il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, citando una dichiarazione dell'allora ministro Elsa Fornero, che aveva invitato i giovani in cerca di lavoro a non essere "choosy", schizzinosi. Gli insegnanti precari, sottolinea oggi Turi, «non sono viziati. Non si dica che non c'è volontà e disponibilità a spostarsi».

 Si sappia piuttosto che «chi ha accettato la proposta di assunzione, anche lontano da casa è stato costretto a farlo. Se dici no, sei fuori dalle graduatorie. Coloro che finora hanno rinunciato sono fuori dal lavoro da anni". Il pomo della discordia, che aveva sollevato le polemiche durante la fase B del piano di assunzioni, era stato l'obbligo, da parte dei precari che si candidavano a un posto fisso, di elencare in ordine di preferenza tutte le province italiane quali possibili sedi di lavoro. Una volta ricevuta la proposta di assunzione da parte del Ministero, qualunque fosse stata la destinazione, i docenti che non avrebbero accettato sarebbero decaduti dalla graduatoria di appartenenza. Circa 7 mila docenti dei 9 mila convocati in questa fase ora dovranno fare le valige e il grosso degli spostamenti avverrà da Sud-Isole a Nord-Centro. Alcuni docenti sardi del comitato Valige del 10 agosto domenica assisteranno all'Angelus del Papa in Piazza San Pietro: un ennesimo sos lanciato dai docenti precari, che dopo anni di precariato chiedono di poter lavorare senza allontanarsi dalle famiglie per problemi economici e - come affermano gli stessi docenti - per indisponibilità dei voli. Parla allora di "ingiustizie», il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio: «Si fa sempre più concreto il sospetto che il misterioso algoritmo adottato dal Miur abbia combinato gravi pasticci», che ora potranno «dare spazio a ricorsi».

 Anche le altre sigle sindacali puntano il dito contro il piano di assunzioni: «Serviva un piano triennale - insiste Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola - mai come in questo mese in cui si avviava il piano assunzionale abbiamo dovuto assistere a drammi individuali e personali di docenti».

 Stiamo vivendo una «condizione di criticità e confusione», sottolinea Domenico Pantaleo, leader della Flc Cgil. E ora i sindacati chiedono la riapertura delle trattative sul contratto, «bloccato da 7 anni», e modifiche alla riforma della scuola. La convocazione dei sindacati per il 23 settembre da parte del governo porti, dunque, alla riapertura del dialogo, è l'auspicio corale. E intanto continua la mobilitazione, aggiunge Marco Paolo Nigi (Snals-Confsal), che deve essere unita. Per ottobre, spiegano le sigle, si sta inoltre già lavorando a una manifestazione della scuola a Roma.