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Sanità: no a nuovi tagli associazioni e sindacati pronti a mobilitazione

Ancora non aggiornati i Lea mentre si aspetta spending rewew

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ROMA. Mentre il Patto per la Salute attende ancora di essere approvato dalla Conferenza Stato Regioni e, con esso, l'atteso aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, si ricomincia a parlare di tagli alla sanità, in vista della prossima manovra finanziaria 2016.

Ma le associazioni di pazienti non ci stanno e promettono mobilitazioni contro ulteriori riduzioni al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. Ad annunciarlo è il coordinamento dei pazienti cronici e rari aderenti a Cittadinanzattiva che si è riunito oggi d'urgenza per rispondere alle anticipazioni che parlano ancora di spending rewiew nel settore, già gravato da anni di tagli e dall'ultima sforbiciata di 2,3 miliardi. «Non è più possibile accettare politiche di smantellamento del Servizio Sanitario Pubblico e dei diritti dei pazienti», scrivono le associazioni, che ricordano «la proposta di abolire le esenzioni totali per malati cronici e rari; i provvedimenti sulla responsabilità professionale che vogliono invertire l'onere della prova dal medico al cittadino. E ancora, la revisione del prontuario farmaceutico e il penalizzante regolamento ISEE». Se tanta solerzia viene messa nei tagli, denunciano, ce n'è invece troppa poca nel portare a termine gli impegni presi.

 Come l'aggiornamento dei Lea, fermi al 2001 e l'aggiornamento del Nomenclatore tariffario dei presidi delle protesi e degli ausili, risalente al 1999.

«No ai tagli lineari in sanità» è stato ribadito oggi anche dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Forum sulla Sanità Digitale S@lute. Piuttosto, bisogna «ottimizzare le risorse per liberare fondi da desinare al settore».

 Ad esempio per l'acquisto di farmaci innovativi, ma anche per l'informatizzazione della sanità, «un percorso ancora da implementare sul territorio», ha sottolineato Lorenzin, ma che porterebbe risparmi stimati intorno ai 9 miliardi di euro, secondo uno studio presentato oggi al Forum.

Eppure aree di risparmio, come aveva già annunciato il commissario alla spesa del Pd Yoram Gutgeld, ci sono. Per abbatterle, in cantiere c'è il provvedimento per la responsabilità medica, tema sui cui lavorano in contemporanea ma separatamente, per ora, esperti del ministero e Commissione Affari Sociali della Camera.

Atteso da anni, dovrebbe garantire serenità ai medici nello svolgimento del proprio lavoro e minori costi per la medicina difensiva che costa alle case pubbliche 13 miliardi di euro. Ma è atteso, a giorni, anche il decreto sulle prestazioni inappropriate previsto dal Dl Enti locali. Esempi di eccesso di esami inutili o inappropriati ce ne sono molti. Ad esempio nelle visite di controllo in oncologia, che ogni anno invece di costare i 40 milioni di euro previsti, sfondano quota 400 milioni. Un costo di dieci volte maggiore che potrebbe essere abbattuto del 30%, secondo l'Associazione Italiana di Oncologia (AIOM), ottimizzando l'assistenza e diminuendo i ricoveri.