SANITA'

Tagliare lo stipendio dei medici che fanno prescrizioni improprie

Lo prevede un emendamento del governo; sindacati critici, sì dal Codacons

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ROMA. 'Taglio' allo stipendio per i medici che prescrivono visite specialistiche ambulatoriali "improprie". La misura - richiesta lo scorso aprile dalle Regioni nel confronto col governo per delineare i nuovi tagli - viene ora 'rilanciata' dall'esecutivo, con un emendamento al Dl Enti Locali all'esame al Senato. Un provvedimento che ha subito provocato la dura reazione dei sindacati medici, mentre il Codacons plaude sottolineando come le visite in eccesso costino oggi 13 miliardi di euro l'anno al Servizio sanitario nazionale. Ai medici 'inadempienti', si legge nell'emendamento, verranno applicate delle "penalizzazioni su alcune componenti retributive del trattamento economico". La misura porterebbe, si sottolinea, ad un risparmio complessivo stimato di "circa 106 mln di euro, a fronte di una riduzione di prestazioni stimate nel settore pubblico e privato per un valore tariffario di 192 mln di euro".

Si prevede inoltre che la "mancata adozione da parte dell'ente del Servizio sanitario nazionale dei provvedimenti di competenza nei confronti del medico prescrittore, comporta la responsabilità del direttore generale". Duro il commento del segretario dell'Anaao-Assomed, il maggiore sindacato dei medici ospedalieri, Agostino Troise, che parla di un "super ticket mascherato": "E' l'ennesimo taglio delle prestazioni per i cittadini e un nuovo attacco alle prerogative dei medici. A parte il fatto - rileva - che non si vede chi e come stilerà il nomenclatore delle prestazioni inappropriate, i cittadini sappiano che attraverso l'intimidazione dei medici si mira ad un taglio delle prestazioni erogate, del valore di circa 100 milioni. Alla faccia di quanti assicurano che il sistema sanitario ed il diritto alla salute dei cittadini non sono in grado di sopportare ulteriori riduzioni". Critico anche il segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) Giacomo Milillo, secondo il quale "il problema vero è che vengono ridotte le prestazioni agli assistiti e che i criteri per la loro riduzione non sono ancora formulati e potrebbero essere di difficile applicazione. Così - avverte - l'assistito va incontro ad una discrezionalità di assistenza che viene decisa dalle singole aziende sanitarie".

 Concorde il leader della Fp-Cgil Medici, Massimo Cozza: "E' giusta la lotta alla inappropriatezza delle prestazioni, ma va fatta insieme ai medici in maniera condivisa. E' paradossale - commenta - che si voglia ridurre la parte economica dei medici dopo sei anni di congelamento delle retribuzioni". Opposta, invece, la posizione del Codacons che plaude alla misura: "Le prescrizioni inutili da parte dei medici costano ogni anno al Servizio Sanitario Nazionale 13 mld - spiega il presidente Carlo Rienzi -. E' quindi giusto che, nel caso in cui un professionista prescriva esami non necessari, ne risponda direttamente attraverso una decurtazione dello stipendio". L'obiettivo della misura è, ovviamente, la razionalizzazione dei costi, ed in questa direzione vanno anche altri emendamenti voluti dal governo sempre nel Dl Enti locali: si prevede, ad esempio, pure un taglio della spesa per beni e servizi, dispositivi medici e farmaci con una "riduzione annua del 5% del valore complessivo dei contratti", e si conferma la riduzione di 2,3 mld del livello di finanziamento del Fondo sanitario nazionale a decorrere dal 2015. Prevista, inoltre, la riorganizzazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), con nuove assunzioni.