MEDICINE E SOLDI

In 5 anni + 66% spesa farmaci pagata dai cittadini

Rapporto OsMed, ogni italiano consuma 1,7 dosi al giorno

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ROMA. La spesa farmaceutica in Italia cresce dell'1% e tocca quota 26,6 miliardi di euro nel 2014, per il 75% rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, e in media ogni italiano consuma 1,7 dosi di medicinali al giorno. A crescere tuttavia è soprattutto la compartecipazione alla spesa farmaceutica da parte del cittadino, aumentata del 4,5% in un anno mentre in 5 anni, ovvero dal 2010 al 2014, del 66%, da un lato per un aumento del ticket regionale per confezione, dall'altro, e soprattutto, perché spesso si preferisce pagare di tasca propria la differenza di prezzo tra il generico prescritto dal medico e il farmaco branded.

A farei il punto sul consumo dei farmaci in Italia è il Rapporto dell'Osservatorio Nazionale sull'impiego dei Medicinali (OsMed) su "L'Uso dei Farmaci in Italia" 2014, presentato oggi a Roma. Secondo i dati raccolti attraverso il database HEALTH-DB e rappresentativi di un campione di 30 milioni di italiani, cala del 3% il consumo di antibiotici rispetto al 2013, anche se "permangono aree di inappropriatezza", in particolare in Regioni come Campania, Puglia, Calabria e Basilicata, mentre in Liguria, in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto si registrano i consumi più bassi. I farmaci cardiovascolari sono la categoria a maggior consumo. Ma sono gli antitumorali quelli al primo posto per spesa pubblica, segnando +9,6% rispetto al 2013. A spendere di più sono le fasce di età superiori ai 64 anni che registrano una spesa pro capite per i medicinali a carico del SSN fino a 3 volte superiore al valore medio nazionale.

Ma anche i bambini. Nel 2014 la metà di quelli sotto i 4 anni ha assunto almeno un medicinale con prescrizione nel corso dell'anno ma "spesso in modo immotivato" secondo il direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) Luca Pani. In particolare si è trattato di farmaci dell'apparato respiratorio indicati per l'asma (45%) e antibiotici (24,4%). Il 2014 ha visto aumentare il consumo di farmaci a brevetto scaduto, che ha rappresentato il 63,8% dei consumi a carico del SSN, e il consumo di biosimilari, ovvero farmaci biologici simili ad altri biologici già autorizzati per uso clinico. Diminuisce invece la percentuale dei pazienti che assumono antidepressivi in maniera occasionale (-1,6%). Ciò però non significa che chi ne ha bisogno li assuma correttamente, secondo Pani.

"Tra le persone che hanno disturbi mentali abbiamo ancora un'aderenza solo del 33% alle terapie farmacologiche. In pratica un paziente su tre si cura, due su tre no. Di quelli che si curano, solo uno su tre prende adeguatamente farmaci. Dati preoccupanti".

Migliora, infine, la farmacovigilanza e aumentano le segnalazioni di reazioni avverse ai farmaci del 25% nel corso 2014: sono state 51.204, pari a 842 per milione di abitanti. "Le segnalazioni non sono mai troppe - conclude Pani - e anche se non sono tutte confermate, va bene". Le Regioni con il più alto numero assoluto di segnalazioni sono state la Lombardia, il Veneto e la Toscana.

"Affinché il Servizio Sanitario Nazionale possa beneficiare di un settore farmaceutico all'altezza dei bisogni di salute e delle possibilità finanziarie degli italiani", ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, "bisogna ancora muoversi su tre traiettorie importanti: garantire l'accesso ai farmaci innovativi, accelerare i meccanismi di sperimentazione e ricerca, strutturare in maniera a più profonda un lavoro di network tra le agenzie regolatorie europee del farmaco".