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Calcioscommesse: verso il processo a Cremona per Conte a altri 103

Violati doveri allenatore, chiesto giudizio Colantuono e Mauri

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Antonio Conte

Antonio Conte

 

CREMONA. L'inchiesta della Procura di Cremona sulla brutta vicenda del calcioscommesse approderà davanti a un giudice nel prossimo autunno, se lo permetteranno i tempi tecnici per le notifiche della richiesta di rinvio a giudizio, considerato l'alto numero di imputati per i quali il procuratore Roberto di Martino ha chiesto il processo: 104, allo stato, e tra questi idoli ed ex del mondo del pallone.

Su tutti il ct della Nazionale, Antonio Conte, per il quale è stata ufficializzata l'accusa che era nell'aria da qualche settimana: frode sportiva per Albinoleffe-Siena del 29 maggio del 2011 in relazione alla quale fu chiamato in causa dal suo ex giocatore Filippo Carobbio, uno dei pentiti dell'inchiesta che ha già patteggiato la pena con l'altra 'gola profonda', Carlo Gervasoni. Per il ct della Nazionale, ora in vacanza alle Tremiti, e che secondo persone che gli sono vicine è "amareggiato, ma determinato ad andare avanti come ct", cade invece l'iniziale accusa di associazione per delinquere e la contestazione relativa a una seconda partita: Novara-Siena del 30 aprile 2011, finita in parità. Sono state accolte solo in parte, quindi, le argomentazioni del difensore dell'allenatore, Leonardo Cammarata quando sosteneva che in Novara-Siena "l'unico calciatore del Siena che avrebbe potuto contribuire" alla presunta combine (Carobbio) fu tenuto dallo stesso Conte "in panchina per quasi tutta la partita, entrando in campo sul risultato di 1-2" a "obiettivo degli zingari già raggiunto".

Non è passata, invece la linea della difesa riguardo Albinoleffe-Siena. Per di Martino, Conte ha violato i principi di quell'accordo tra allenatori e Federcalcio in base al quale un tecnico deve vigilare sulla "condotta morale" dei propri calciatori e assicurarsi che rispettino i principi di lealtà, correttezza e probità". La stessa sorte processuale di Conte spetta all'ex allenatore dell'Atalanta, ora all'Udinese, Stefano Colantuono. Anche per lui l'accusa è frode sportiva in relazione ad un Atalanta-Crotone del 22 aprile del 2011. A inguaiarlo un sms del'ex capitano della Dea, Cristiano Doni, allo scommettitore bolognese Nicola Santoni in cui Doni faceva riferimento a un "mr", inteso come mister.

Esce di scena, con una richiesta di archiviazione, invece il ds dell'Atalanta, Gabriele Zamagna. Se per Conte e Colantuono le conseguenze penali appaiono tutto sommato limitate e la accuse in bilico con l'illecito sportivo, ben diversa è la posizione di altri big coinvolti, alcuni anche arrestati all'inizio dell'inchiesta. Per Doni, l'ex bomber della Nazionale Beppe Signori e l'ex capitano della Lazio, Stefano Mauri, rimane confermata l'accusa ben più grave di associazione per delinquere. Doni aveva confessato di aver partecipato ad alcune combine ma solo per il bene della squadra, Signori risultò pesantemente coinvolto con gli scommettitori di Singapore. Mauri, infine, si è visto ulteriormente inguaiato dall'arrivo in Italia, nel maggio scorso, del capo degli zingari, Hristyian Ilievski. Non solo il macedone lo avrebbe incontrato a Formello in occasione di un Lazio-Genoa per un selfie ma, ha raccontato a verbale, lo zingaro gli avrebbe dato anche 70 mila euro. Nei 104 della lista di di Martino manca l'ex calciatore Stefano Bettarini. Non perché gli sia andata bene, ma perché il pm sta rivalutando la sua posizione, dopo che sempre Ilievski lo ha caricato di maggiori responsabilità raccontando, tra l'altro, che Bettarini, ora agente immobiliare a Miami, lavorava per conto del presidente del Siena Massimo Mezzaroma: anche per il presidente toscano è stato chiesto il processo. Una sessantina le partite di A, B e Lega pro contestate nella richiesta a fronte di 200 analizzate, parte delle quali per l'accusa non avrebbero retto al dibattimento: otto quelle risultate prescritte: tra queste Brescia-Ancona e Chievo Napoli.