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Ansa in sciopero, 65 esuberi in tutta Italia

Cassa integrazioni o contratti di solidarietà dal primo luglio

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Ansa in sciopero, 65 esuberi in tutta Italia

ABRUZZO. Il comitato di redazione (cdr) dell’agenzia di stampa ANSA – l’organo di rappresentanza sindacale dei giornalisti – ha indetto uno sciopero per tutta la giornata di oggi e che durerà fino alle 7 di giovedì mattina.

 Lo sciopero è stato proclamato dopo che – fallita una mediazione con i giornalisti – l’azienda ha presentato un piano per i prossimi anni che prevede anche 65 esuberi (da gestire tramite cassa integrazione o contratto di solidarietà) che potrebbero riguardare anche l’Abruzzo.

Da parte sua l’azienda ha motivato la necessità del provvedimento per l’emergenza di un rosso di bilancio che per l’anno in corso dovrebbe arrivare a 5 milioni di euro.

Nel loro comunicato i giornalisti dell’Ansa dicono no ad un nuovo intervento straordinario di recupero costi «che vanificherebbe i pesanti sacrifici fatti negli ultimi anni ed ogni reale prospettiva di sviluppo dell’agenzia oggi necessaria per difenderne il ruolo di cardine nel sistema dell’informazione in Italia».

I giornalisti dell’Ansa dicono no anche al ricorso a contratti di solidarietà: «rappresenterebbe un arretramento irreparabile in termini di qualità e copertura dell’offerta giornalistica mettendo a rischio il ruolo e la posizione di mercato di prima agenzia italiana».

Su Twitter per tutta la giornata si è diffuso l'hashtag #resistANSA a sostengo dello sciopero indetto dal CdR. 

L'ANSA è una cooperativa di 36 soci editori dei principali quotidiani italiani, ha 22 sedi in Italia  e 81 uffici in 78 altri paesi. Le agenzie ANSA trasmettono oltre 3.500 notizie e più di 1.500 foto al giorno che vengono trasmesse ai mezzi di informazione italiani, alle istituzioni nazionali, locali ed internazionali, alle associazioni di categoria, ai partiti politici ed ai sindacati.

«Il ricorso alla Cigs o al contratto di solidarietà», sostiene Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, «rischia di rivelarsi soltanto un espediente contabile perché, allo stato, non tiene conto delle esigenze dell’organizzazione del lavoro. Preoccupante è inoltre il silenzio dell’editore sul rilancio della testata».

«L’azienda è stata tanto pronta ad aprire la questione esuberi – commenta invece l’associazione stampa romana – quanto è stata sorda a chiudere la partita delle assunzioni. Una decina di colleghi attendevano da anni le assunzioni in conseguenza di accordi sindacali sugli stati di crisi. Ora si trovano beffati due volte».

Il Cdr convoca l’assemblea generale della redazione per giovedì 25 giugno.