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Viadotto «a rischio crollo», lavori affidati alla Toto per 43 milioni di euro

L’infrastruttura siciliana al centro da anni di polemiche e contestazioni

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Viadotto «a rischio crollo», lavori affidati alla Toto per 43 milioni di euro




MESSINA. Nella mattinata di ieri il direttore generale del Consorzio Autostrade Siciliane, Salvatore Pirrone, ed il consigliere delegato della Toto Costruzioni spa, Paolo Toto, hanno sottoscritto il contratto d’appalto di riqualificazione del viadotto Ritiro (sulla Messina-Catania) per un importo di 43 milioni 523mila euro.
Il viadotto, descritto dai giornali siciliani, come «malmesso, con pilastri a rischio di crollo imminente» è pronto dunque a vivere una nuova vita.
La strada secondo Giuseppe Richichi, presidente dell’Aias (Associazione italiana fra gli addetti alla sicurezza) di Catania, «non ci dà sicurezza come il resto delle autostrade siciliane».
Proprio da quel viadotto, la notte del 2 maggio 2003, volò un’autovettura con quattro ragazzi a bordo. L'Audi A4 sfondò il guard-rail e finì sulle abitazioni sottostanti del villaggio Ritiro.
Per quell’episodio finirono a processo (poi assolti) i vertici del Cas perché secondo l’accusa non avrebbero installato barriere protettive più efficienti, del tipo New Jersey, sul viadotto.
Adesso la partenza di questi lavori, tanto attesi. Una volta approvato in via definitiva il progetto esecutivo predisposto dalla Toto (e già consegnato al Cas), si procederà alla consegna dei lavori dando ufficialmente inizio alle attività.
Quasi in contemporanea, però, il prossimo 8 luglio, si discuterà al Cga il ricorso della Sicurbau, l'impresa seconda classificata, già rigettato del Tar. Se il giudizio dovesse essere confermato, non ci saranno più ostacoli all'inizio dei lavori. La Toto Costruzioni ha accettato il vincolo di 800 giorni per completare l’opera: pena il salasso disposto dalle clausole per inadempimento.
«Si tratta di una grandiosa opera da riqualificare - ha affermato il presidente del Cas, Rosario Faraci - a conferma dell’impegno che si concluderà nei tempi convenuti».
Nella carreggiata del viadotto c’è ormai da anni un restringimento, dettato dalle sue non perfette condizioni. Condizioni alle quali si intende porre rimedio con l’appalto che prevede lavori di adeguamento statico e il miglioramento sismico. Per un certo periodo l’infrastruttura sarà parzialmente inaccessibile: «La circolazione, in quel caso», spiega Faraci, «sarà assicurata dalle strade di cantiere. Questa riqualificazione è attesa da anni e sarà fatta, a meno di fatti eccezionali. In caso di problemi di sicurezza, adotteremo anche noi nostre determinazioni, ma la chiusura è l’extrema ratio poiché la Sicilia, a quel punto, non sarebbe divisa in due ma in tre».
Nel 2015 hanno preso il via tre nuovi cantieri della Toto Costruzioni Generali, che si andranno ad aggiungere a quelli dove già si lavora da anni, come la Variante di Valico. Entro la fine dell'anno invece aprirà il nuovo cantiere autostradale in Polonia.
Quelle italiane sono tre commesse dal valore complessivo di circa 520 milioni di euro.

La prima nel campo ferroviario, in Sicilia. Il raddoppio ferroviario della tratta Cefalù-Castelbuono sulla Palermo-Messina, una commessa da 246 milioni per RFI-ITALFERR che prevede l’utilizzo simultaneo di due TBM per lo scavo di una galleria a doppia canna.
In Liguria sono partiti i lavori per il terzo lotto della Variante sulla SS1 Aurelia, tra Felettino e il raccordo autostradale La Spezia - Santo Stefano di Magra, un lavoro da oltre 128 milioni di euro per ANAS. Ancora in Sicilia la Toto lavora oltre che per il risanamento del viadotto Ritiro anche per la realizzazione di due svincoli sull’A20, infrastrutture nodali per la viabilità messinese per cui il CAS ha stanziato circa 45 milioni.