LA PROPOSTA

Via libera dell' Istat sul reddito di cittadinanza, Grillo esulta

Ora Grasso calendarizzi. Anche Maroni lo vuole in Lombardia

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Via libera dell' Istat sul reddito di cittadinanza, Grillo esulta

ROMA. Il reddito di cittadinanza proposto dal M5s ha il 'bollino blu' dell'Istat.

L'istituto di statistica ha infatti 'certificato' il lavoro fatto dai 5 Stelle per l'istituzione di una misura erga omnes di sostegno ai singoli e alle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà: la misura costerebbe circa 15 miliardi di euro e aiuterebbe quasi 3 milioni di famiglie italiane (2,759 milioni). I 5 Stelle esultano e lanciano il loro appello al presidente del Senato, Pietro Grasso a calendarizzare subito il provvedimento. «E' la priorità dell'Italia. Il M5S ha trovato le risorse attraverso tagli di sprechi per finanziarlo, l'Europa ce lo chiede, manca solo la volontà dei partiti di discuterlo in Parlamento e approvarlo», fanno notare i parlamentari M5s che ora si impuntano: «Grasso mantenga l'impegno, rispetti il Regolamento e provveda subito».

Per Nunzia Catalfo, senatrice del Movimento e prima firmataria della proposta è il momento di togliersi il sassolino dalle scarpe: «Abbiamo ricevuto attacchi e critiche infondate da chi affermava, solo per screditarci, che la nostra misura costava oltre 30 miliardi. Oggi è stato l'Istat a darci ragione e a dare un forte segnale di smentita. Ora non ci sono più scuse».

Ma l'Istat va anche oltre. Stando alle simulazioni dell'istituto statistico fatte sul 2015, infatti, risulta che «non vi è dispersione a favore dei non poveri». Di fatto si tratta di un'altra smentita a quelle che erano le critiche più radicate nei confronti della proposta: quelle di andare ad aiutare chi risulta incapiente solo agli occhi del fisco o di incentivare il lavoro irregolare.

Sempre secondo l'Istat, il beneficio medio massimo, pari a circa 12 mila euro annui, interesserebbe 390 mila famiglie in condizioni di povertà più grave mentre si ridurrebbe a meno di 200 euro per le 120 mila famiglie che hanno un reddito superiore all'80% della linea di povertà. L'Istat, che ha anche promosso la proposta sul salario minimo (retribuzione lorda base di un lavoratore a tempo pieno) dei 5 stelle che, dice, porterebbe l'Italia ad essere il secondo paese in Europa ad introdurlo, ha inoltre elaborato una simulazione della iniziativa sul reddito minimo garantito proposta da Sel: costerebbe molto di più, circa 23,5 miliardi di euro, ed interesserebbe circa 1 milione 960 mila persone.

LA PROPOSTA DEI 5 STELLE

La proposta dei 5 Stelle mira a garantire al beneficiario (unico componente di un nucleo familiare) il raggiungimento di un reddito annuo netto pari a 9.360 euro e, quindi, un assegno mensile di 780 euro (oppure un’’integrazione, nell’ipotesi in cui il beneficiario abbia già un reddito). In sostanza, lo Stato dovrà assicurare ad ogni nucleo familiare il raggiungimento del reddito minimo indicato, sotto il quale scatta la soglia di povertà, sulla base dell’importo stabilito dall’indicatore ufficiale di povertà monetaria dell’Unione Europea.

I beneficiari: tutti i cittadini italiani e stranieri che abbiano sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, che percepiscono un reddito netto annuo inferiore a 9.360 euro, mentre sono esclusi tutti i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena.

L’IDEA PIACE UN PO’ A TUTTI

La proposta dei 5 Stelle per garantire un reddito minimo di 780 euro a tutti quindi inizia a farsi largo: anche il leader della Fiom, Maurizio Landini, che aveva sempre guardato con sospetto la misura ora la promuove, mettendo però ben in chiaro che dovrebbe gravare sulla fiscalità generale e non certo sugli ammortizzatori già previsti per la disoccupazione. E addirittura la Lega sembra ora farne un cavallo di battaglia, forse in vista delle prossime amministrative.

Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha annunciato di voler avviare una sperimentazione già da ottobre ed ha messo le risorse sul tavolo. La sua uscita ha spiazzato tutti nel centrodestra ed anche dentro la Lega. Matteo Salvini e Umberto Bossi sono scettici ma Maroni ha ottenuto il via libera dei 5 Stelle in Regione: «Siamo contenti che Maroni abbia recepito quello che chiede da anni il M5s» dicono i consiglieri pentastellati lombardi.

I 5 Stelle, tornati alla 'carica' dopo la riuscita marcia per il reddito di cittadinanza da Perugia ad Assisi, si giocano la carta anche in vista dei prossimi ballottaggi che li vedono in pista in 5 comuni, 4 dei quali nel Meridione. Dai dati dell'Istat, fa notare il deputato campano Roberto Fico, risulta che la misura avrebbe un «impatto maggiore nel Mezzogiorno dove il 12,4% delle famiglie si trova in condizioni di povertà più grave». Ed è Fico che sfida a questo punto il premier: «Altro che incostituzionale come sostiene Renzi. Il reddito di cittadinanza va fatto e con la massima urgenza».