VUOTO SPINTO

Interessi sulle cartelle Equitalia, occhio all’aliquota: «rischio cartelle illegittime»

L’allarme di Federcontribuenti che pone alcuni interrogativi

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Interessi sulle cartelle Equitalia, occhio all’aliquota: «rischio cartelle illegittime»

ABRUZZO. Un dubbio che attende di essere risolto perché metterebbe a rischio migliaia di cartelle inviate ai cittadini. Negli ultimi 8 anni Equitalia quale aliquota ha utilizzato nel calcolo degli interessi?, si chiede Federcontribuenti.

Tutto nasce dall’articolo 30 del DPR 602/73 che stabilisce che sulle somme iscritte a ruolo si applicano a partire dalla data di notifica e fino alla data del pagamento interessi di mora al tasso calcolato annualmente con decreto del Ministero delle Finanze con riguardo alla media dei tassi bancari. Tuttavia, dal 1° gennaio del 2001 al 1° ottobre del 2009, questi interessi non sono stati fissati con nessun decreto ministeriale. «Legittimo che il contribuente si chieda: nel periodo intercorso tra queste due date e nel silenzio del legislatore, Equitalia quale interesse di mora ha applicato?», spiega Federcontribuenti.

Quella dell’8,40% fissata con il D.M. del 28 luglio de 2000? E' giusto applicare una aliquota di interessi di mora non fissata per legge? La Cassazione con una prima sentenza, 4516 del 2012, aveva sancito la nullità della cartella che non indicasse con chiarezza i criteri di calcolo degli interessi applicati. E con sentenza 7056/2014 ha ribadito che l’obbligo di motivazione della cartella di pagamento riguarda anche la precisa indicazione dei criteri di calcolo degli interessi e degli aggi calcolati dall’agente della riscossione.

Quindi, precisa l'avvocato Forcellino di Federcontribuenti, «se nella cartella di pagamento o nella successiva intimazione di pagamento non vengono indicate le aliquote degli interessi applicati nel corso degli anni, quell’atto dell’agente della riscossione è nullo e può essere impugnato innanzi al giudice competente. Anche perchè, se nella cartella o nella successiva intimazione di pagamento, non vengono indicati i criteri di calcolo degli interessi di mora, come può, un contribuente, verificare se nel calcolo degli interessi non sia stato adottato un sistema anatocistico di calcolo? L'articolo 1283 del codice civile nel vietare l’anatocismo non prevede alcuna deroga per gli agenti della riscossione».

ANATOCISMO SULLE CARTELLE E INTERESSI SULLE SANZIONI

Il calcolo degli interessi sugli interessi viene ritenuta una violazione della norma imperativa e questo rende assolutamente nulla la pretesa dell’esattore che poi calcola i suoi aggi, anche su questi interessi assolutamente non dovuti.
«Gli interessi», spiega ancora l’avvocato di Federcontribuenti, «si calcolano, nella misura fissata dal provvedimento, solo sulle somme iscritte a ruolo e non sulle sanzioni. Infine, le sanzioni tributarie si prescrivono in cinque anni calcolati dalla data di notifica della cartelle, (salvo interruzioni per notifica di avvisi di mora o intimazioni, fermi ipoteche o pignoramenti poi non andati a buon fine). Gli aggi di Equitalia sono calcolati sul totale di sorta capitale, interessi e quanto altro: se sono sbagliati i primi calcoli, risulta , conseguentemente errato anche il calcolo dell’aggio e questo rende nullo l’atto impugnato».

Se la intimazione di pagamento viene notificata al contribuente a distanza di vari anni dalla notifica della cartella, una parte considerevole della somma intimata è rappresentata proprio dagli interessi di mora. Gli interessi che un agente della riscossione può applicare sono superiori alla aliquota degli interessi legali, fin qui nessuna obiezione perché questi interessi sono previsti dalla legge. Quello che invece può e deve essere censurata è l'assoluta mancanza di trasparenza nella indicazione delle modalità con cui questi interessi vengono calcolati. Per controllare la correttezza del calcolo l'Agente deve precisare nella cartella: il giorno dal quale questi interessi iniziano a decorrere e soprattutto le aliquote degli interessi di mora applicate nel corso degli anni. Perché va detto che la aliquota degli interessi di mora non è sempre fissa, ma chiaramente è variata nel corso degli anni e quindi diventa essenziale per il contribuente vedere indicati i criteri in base ai quali sono stati calcolati.