AMMINISTRATIVE 2015

Elezioni regionale 2015: si profila il 5-2 per il centrosinistra

Ai seggi solo il 52,2% degli elettori. Sorpresa Toti in Liguria

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Elezioni regionale 2015: si profila il 5-2 per il centrosinistra





 ROMA.  Cinque a due: potrebbe essere questo alla fine il risultato delle regionali tra i due schieramenti di centrosinistra e centrodestra. Il Pd si afferma in Toscana, Marche, Puglia e dopo un testa a testa si avvia ad avere anche la meglio anche in Umbria. In Campania Vincenzo De Luca è al momento primo ma nello spoglio, ora per ora, l'azzurro Stefano Caldoro è sempre rimasto a distanza ravvicinata.
In ogni caso il dato emblematico di queste consultazioni regionali è soprattutto la bassa affluenza alle urne: si è recato ai seggi solo il 52,2% degli italiani nelle sette regioni in cui si votava, quasi 12 punti in meno rispetto al 64,1% delle precedenti consultazione omologhe a quelle di ieri. Per cinque regioni la vittoria è sembrata netta già dalle prime proiezioni: in Toscana, Puglia e Marche fa il pieno di voti il centrosinistra. In Veneto il leghista Luca Zaia 'doppia' Alessandra Moretti del Pd e lascia molto più indietro il fuoriuscito Flavio Tosi. La sorpresa arriva però dalla Liguria dove il consigliere politico di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti, secondo l'ultimo bilancio delle schede scrutinate è al 34,7%, seguito ad una certa distanza dalla Dem Raffaella Paita con la M5S Alice Salvatore terza e Luca Pastorino, candidato della sinistra, quarto. Con il Pd che, come lo stesso premier Matteo Renzi aveva avvertito nei suoi comizi, paga la prima vera scissione a sinistra.
«Il cinico disegno di Cofferati, Civati, Pastorino si realizza compiutamente», ha commentato la candidata del Pd Raffaella Paita. In Umbria vittoria molto probabile per Catiuscia Marini (centrosinsitra) anche se nelle prime proiezioni sembrava che potesse aprirsi una chance per il candidato di centrodestra Claudio Ricci. Altro risultato che si fa attendere è quello della Campania. Ma l'esito, a oltre metà dello scrutino, vede De Luca primo (al 39,9% contro il 38% di Stefano Caldoro), superando di fatto anche la 'black list' stilata dalla presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi e ultimo pomo della discordia all'interno del Pd. In Puglia la vittoria è scontata: sarà Michele Emiliano il nuovo governatore e tra i primi a salutarlo il presidente uscente Nichi Vendola: «Complimenti sinceri affettuosi Emiliano per una vittoria così netta, forte, e auguri calorosi di buon lavoro, un lavoro che sarà durissimo, di una complessità incredibile».

EMORRAGIA AFFLUENZA: SEMPRE MENO
A urne chiuse l'affluenza alle regionali si ferma al 53,9%, una vera emorragia di voti, ben undici punti in meno rispetto a cinque anni fa, quando andò a votare il 64,1% degli aventi diritto. Solo un elettore su due è andato a votare. Anche per l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali, generalmente più sentita dagli elettori, sono andati a votare solo il 65%; il dato precedente omologo superava il 73%.
Una campagna elettorale fatta di faide e guerre tra e dentro le forze politiche, i candidati "impresentabili" e le polemiche che ne sono seguite, il bel tempo e il ponte del 2 giugno devono aver contribuito a spingere molti elettori lontano dalle urne. Come diversi candidati temevano. Se è vero che anche nella giornata del voto molti candidati hanno invitato gli elettori ad andare a votare: «Andate tutti a votare, non rinunciate al vostro diritto di scelta», aveva postato su fb il presidente della Regione Marche, Gianmario Spacca, ricandidato con Marche 2020-Ap, Fi e Dc.
«Ho votato alle 11 Spero che in molti di voi lo facciano. Si può votare sino alle 23. Buon voto a tutti», ha scritto su Fb anche il governatore uscente ricandidato alla poltrona della Regione Toscana Enrico Rossi. Inviti ad andare a votare sono arrivati anche da Raffaele Fitto («La democrazia ha un nemico e si chiama partito dell'astensione») e dal governatore uscente e ricandidato della Campania Stefano Caldoro il quale ha ribadito che andare al voto è l'atto più forte e impegnativo della nostra democrazia. Il calo è verticale anche rispetto alle europee dello scorso anno, quando in Veneto votò il 63,9%, in Liguria il 60,7%, in Toscana il 66,7%, in Umbria il 70,5%, nelle Marche il 65,6%, in Campania il 51%, in Puglia il 51,5%. Alla chiusura dei seggi in Liguria ha votato per le regionali il 50,7% degli elettori, in diminuzione di più di dieci punti rispetto alle precedenti omologhe, quando furono il 60,9%; in Umbria ha votato per le regionali il 55,4% degli elettori, con un calo di dieci punti; in Campania ha votato il 51,9% contro il 63% di cinque anni fa; il Veneto, che registra la percentuale più alta, si è fermato al 57,2% (era il 66,5%), in Toscana ha votato il 48,2% degli elettori, in diminuzione di circa undici punti rispetto alle precedenti omologhe (60,9%).
 Forte il calo di votanti in Puglia, dove ha votato per le regionali il 50% degli elettori, in diminuzione rispetto alle precedenti omologhe quando andò a votare il 63,2%. La disaffezione è forte anche nelle Marche se è vero che è andato a votare per le regionali il 49,8% degli elettori, in calo di quasi tredici punti rispetto alle precedenti omologhe (62,8%). Per il comune di Venezia il 59,8% dei cittadini è andato a votare, erano stati il 68,6% alla passata tornata.