CASSE PUBBLICHE

Enti locali: cala autonomia fiscale Comuni (-3,2%)

Faro Istat su bilanci 2013;in Province boom conferimenti (+400%)

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

544

Enti locali: cala autonomia fiscale Comuni (-3,2%)



ROMA.  Da una parte un calo impositivo dei comuni, anche se non di ampie proporzioni, dall'altra un aumento record nelle province della voce trasferimenti, vale a dire le cessioni finanziarie ad altri enti per adempiere a necessità istituzionali: questi alcuni degli aspetti più significativi colti dal report dell'Istat sui bilanci consuntivi, ancora di forte attualità nonostante facciano riferimento al 2013.
I Comuni, rileva l'istituto di statistica, in quel lasso di tempo hanno evidenziato un calo del 3,2% su base annua dell'imposizione fiscale, a fronte di una media nazionale misurata al 58,1%. Questo indicatore, prodotto dal confronto tra entrate tributarie e entrate correnti, due anni fa era più alta nei comuni campani (70,6%) e pugliesi (70,4%), e al contrario più bassa in Trentino-alto Adige/Sudtirol (22,2%). L'esercizio finanziario 2013 degli oltre 8mila comuni italiani nel 2013 ha registrato entrate per quasi 84 miliardi. 

Molto vicine al raddoppio, rispetto al 2012, le entrate dovute all'accensione di prestiti (70,3%), aumento dovuto in massima parte dall'entrata in vigore del decreto 35 sui pagamenti alla Pubblica Amministrazione, che ha spinto i sindaci a ricorrere ad anticipazioni di Cassa depositi e prestiti. Il faro dell'Istat ci dice anche che due anni fa i trasferimenti correnti hanno registrato un'impennata del 30,7%, (varati dallo Stato centrale per compensare il minor gettito Imu e per integrare il fondo di solidarietà comunale). Interessante poi il valore medio pro-capite delle entrate correnti accertate, pari a 1.038 euro per abitante, vale a dire 26 euro in più rispetto al 2012, con valori superiori alla media nei municipi delle Regioni a statuto speciale e nelle province autonome (con l'eccezione della Sicilia), seguite da Liguria, Lazio, Toscana, Abruzzo e Emilia-Romagna. In questo capitolo, informa ancora l'Istat, il picco del contributo si è registrato in Valle d'Aosta (2.136 euro pro-capite) e quelli più bassi in Puglia (768 euro). L'analisi delle Province fa saltare invece agli occhi il boom (400,6%) delle spese affrontate per le voci partecipazioni e conferimenti, dato che collima con una delle fasi più calde nell'iter di revisione costituzionale degli enti, conclusosi un anno dopo con l'approvazione della legge 56, la cosiddetta Delrio.

 A conferma di ciò il dato sul complesso delle entrate, pari a 10,3 miliardi, in calo del 6,1% su base annua. Sempre nel 2013, segnala il report dell'Istat, gli acquisti per mobili e attrezzature hanno evidenziato un aumento del 16,8%, insieme a quelle per investimenti in opere (10%) e per la concessione di crediti e anticipazioni (+1,6%). A livello territoriale il peso della spesa per il personale è cresciuto nelle amministrazioni del Nord-ovest e del Centro-Sud, mentre quello per l'acquisto di beni e servizi è aumentato solo nelle amministrazioni del Centro.