DIABOLICUM PERSEVERARE

Pasticcio pensioni: un decreto del Governo per provvedere ai rimborsi

Fornero: «i giovani pagheranno il conto»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

946

Pasticcio pensioni: un decreto del Governo per provvedere ai rimborsi

Matteo Renzi


ROMA. 14 miliardi di euro netti da restituire a 5 milioni di pensionati perchè la riforma Fornero è incostituzionale. Per  l’ex ministro del Welfare Fornero la sentenza della Consulta è «difficilmente comprensibile». Ma l’ex componente del governo Monti ha messo paletti precisi sulle proprie responsabilità. «Il taglio dell'indicizzazione delle pensioni - ha rimarcato -non faceva parte della mia riforma, anche se era chiaro che la riforma non avrebbe potuto dare risparmi di spesa nell'immediato, quindi si trattò di un'esigenza finanziaria che venne fuori dal Tesoro in maniera molto netta». La Fornero nei giorni scorsi, intervistata da Lucia Annunziata, ha anche accusato di maschilismo o di incompetenza i tecnici, la Ragioneria di Stato per averla ''costretta'' alla manovra.

«Perchè non ha denunciato a suo tempo questi abusi?», domanda oggi Federcontribuenti. «Adesso dobbiamo trovare questi 14 miliardi di euro e sistemare una volta per tutte il sistema pensionistico, - spiega il presidente, Marco Paccagnella, -, per prima cosa troviamo giustissimo che chi ha creato un simile pasticcio paghi di propria tasca senza tirare fuori dal cilindro il solito discorso dell'Europa e dell'impossibilità di superare la soglia del 3% del patto di stabilità. In settimana ci sarà un consiglio dei ministri apposito, bene, che decretino di utilizzare i 23 miliardi annui della spesa politica, per rimborsare i pensionati. Significa richiedere a tutti gli allora membri del governo Monti di restituire le spese politiche, vale a dire, consulenze, pensioni, stipendi, auto blu..ect con qualche doverosa penalità come si usa per gli onesti e calpestati contribuenti, poi, riscrivere l'intero sistema pensioni».

Il presidente del Consiglio e leader del Partito democratico, Matteo Renzi, non si è ancora espresso personalmente sulla riforma pensioni e sui contenuti del decreto legge annunciato da Padoan, ma il premier ha confermato che il dl sarà discusso nel corso del prossimo consiglio dei ministri in programma venerdì 15 maggio. A sbilanciarsi sui contenuti del dl che poi dovrà essere convertito dalla Camera il responsabile del Mef, che ha spiegato che i rimborsi delle pensioni riguarderanno pure i trattamenti arretrati e saranno effettuati in base al reddito.

«Lavoreremo per rispettare sia la sentenza che gli impegni verso i partner europei», hanno fatto sapere fonti del Tesoro. E nell'attesa che arrivi il decreto arrivano già le prime stime per i rimborsi. Con l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale" sulla legge Fornero "una pensione che nel 2011 era di 1500 euro lordi, appena superiore alle 3 volte il minimo, avrà una rivalutazione di circa 85 euro al mese e 2.540 euro circa come rimborso per i due anni di blocco 2012 e 2013 e per gli effetti che questi hanno avuto sul 2014.

I DUBBI DI FORNERO: «PAGHERANNO I GIOVANI»

«Nella sentenza della Consulta mi turba che si parli dei diritti dei pensionati, ma bisogna domandarsi chi paga il conto – ha detto ancora Fornero -. Se sono sempre i giovani a pagare, allora la considerazione amara è che non abbiamo nella Costituzione una protezione delle generazioni giovani e future». Anche perché «chi ha portato la Consulta al suo pronunciamento sono stati i percettori di pensioni alte, le categorie di manager. Ma non possiamo dire che è un diritto acquisito la salvaguardia del potere di acquisto di pensioni da 5.000 euro. Dobbiamo domandarci chi paga».

Nel momento in cui vennero prese le decisioni oggi al centro dell’opinione pubblica e dei conteggi del Tesoro, ricorda l’ex ministro, «c’era una grande tensione: io che non avevo mai fatto politica attiva, mi sono trovata a fare il ministro di un governo tecnocratico chiamato per ridare credibilità al nostro debito pubblico. Monti mi disse che avrei dovuto fare la riforma delle pensioni. In qui 20 giorni durissimi c’era una tensione continua perché non avevo tempo di prendere conoscenza dei meccanismi del ministero e dei collaboratori, ma bisognava dare una risposta immediata. Sono stati sbagliati dei conti? I tecnici dei ministeri possono essere bravi o cattivi e in molti casi sono molto competenti e con alto senso istituzionale, in altri casi sono stati messi li da politici che hanno usato il loro potere per sistemare amici e in altri casi hanno scarsissimo senso istituzionale. Io non voglio accusare nessuno, ma mi sono spesso trovata in mezzo a liti fra la Ragioneria dello Stato e l’Inps».