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Tangenti grandi opere: gip: «truccata anche la gara per 'Palazzo Italia' dell’Expo»

Indagato ex manager Acerbo;Perotti a figlio,parla a dg per stand

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Tangenti grandi opere: gip: «truccata anche la gara per 'Palazzo Italia' dell’Expo»

Palazzo Italia



MILANO. Anche l'appalto per il Palazzo Italia, progetto di 'architettura-paesaggio' del padiglione italiano dell'Expo, è finito al centro dell'inchiesta della Procura di Firenze sulle grandi opere che stamani ha portato all'arresto di 4 persone, tra cui l'ex super-dirigente del ministero delle Infrastrutture e ora consulente esterno, Ercole Incalza.
La commessa del valore di oltre 25 milioni di euro, infatti, sarebbe stata pilotata grazie agli stretti rapporti tra Stefano Perotti, professionista arrestato oggi, e l'allora manager di Expo 2015 spa Antonio Acerbo, finito ai domiciliari lo scorso ottobre in una tranche dell'inchiesta milanese sulla cosiddetta "cupola degli appalti". Acerbo, ex sub commissario di Expo ed ex responsabile unico del Padiglione Italia che ha già chiesto di patteggiare 3 anni a Milano per il caso dell'appalto 'Vie d'acqua sud', è indagato, infatti, per turbativa d'asta in concorso, tra gli altri, con Perotti e con Andrea Castellotti, ex facility manager del Padiglione Italia, anche lui già coinvolto nel procedimento milanese.
Stando all'imputazione, Acerbo, che ha firmato il bando per Palazzo Italia, avrebbe turbato la gara «pilotandone l'aggiudicazione in favore» dell'impresa 'Italiana Costruzioni', alla guida di un'associazione temporanea di imprese (composta anche dal Consorzio Veneto Cooperativo). Suoi presunti complici sarebbero stati Perotti, «quale professionista interessato alla progettazione e direzione dei lavori» dell'opera, Giacomo Beretta, ex assessore milanese al Bilancio della Giunta Moratti, Castellotti e anche i «referenti della stessa 'Italiana Costruzioni'», Attilio Navarra (presidente del cda), Luca Navarra e Alessandro Paglia.
Per gli inquirenti Acerbo, che avrebbe redatto un bando ad hoc, e gli altri indagati si sarebbero accordati «preventivamente e clandestinamente» per quella gara, aggiudicata nel dicembre 2013. Come risulta dalle intercettazioni, Perotti e Acerbo sarebbero stati già in rapporti «a metà settembre 2013, e quindi un mese prima della pubblicazione del bando di gara».

 In molte telefonate, infatti, Acerbo diceva a Perotti che stava lavorando «per quella situazione».
 Tra l'altro, anche un monsignore, l'ex delegato pontificio per la Basilica del Santo a Padova, Francesco Gioia (non è indagato), si sarebbe attivato come tramite per dare «una mano» in relazione all'appalto. Inoltre, nel capitolo dell'ordinanza del gip di Firenze relativo a Palazzo Italia, si parla anche di una richiesta da parte di Perotti di incontrare il ministro dell'Infrastrutture Maurizio Lupi.
Il 3 gennaio 2014, si legge, «Perotti nel riportare che si è accordato con l'ing. Incalza per incontrarsi presso la sede di Expo 2015, chiede a Franco Cavallo (imprenditore arrestato, ndr) di fare in modo, tramite Emanuele Forlani, di incontrare in ministro Lupi prima che inizi il sopralluogo».
 E Cavallo «ribatte che il ministro è già informato della richiesta di incontro».
 In un'altra intercettazione, poi, Perotti si vantava anche dei lavori ottenuti per Expo: «Abbiamo recentemente vinto la gara per il Palazzo Italia con Italiana Costruzioni (...) abbiamo relazioni anche assolutamente trasparenti ma di grande stabilità con l'amministratore delegato, direttore generale e commissario».
 In questo contesto anche il suggerimento da parte del professionista al figlio, Philippe Perotti, di incontrare Christian Malangone, dg di Expo, per trovare «i canali giusti» per «ottenere le direzioni lavori da parte dei vari Paesi espositori che devono realizzare i loro stand per Expo».

 Dopo l'incontro il figlio raccontava: «è andata bene ora quello là non è che c'ha aiutato tantissimo c'ha solo detto di andare a parlare con un altro che Frank (Cavallo, ndr) conosce bene», ossia Castellotti.
Nelle carte, infine, anche un'intercettazione 'profetica' nella quale Pino Cozza, ex dg di Metropolitana Milanese, commentava l'operazione che aveva portato, lo scorso maggio, all'arresto dei presunti componenti della 'cupola degli appalti', tra cui anche l'allora manager Expo Angelo Paris, e si chiedeva quando avrebbero arrestato anche Acerbo: «Paris? L'hanno arrestato? (...) Acerbo scusami quando lo arrestano».