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Sanità: 7 milioni italiani hanno bisogno di ausilio auditivo

«Non va sottovalutata la prevenzione»

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Sanità: 7 milioni italiani hanno bisogno di ausilio auditivo




L'AQUILA. Sono circa 7 milioni gli italiani, soprattutto anziani, che avrebbero bisogno di un ausilio auditivo: la regione più colpita è la Liguria mentre l'Abruzzo si allinea sulla media nazionale, anche il livello di attenzione deve rimanere alto visto che il disturbo è in aumento alla luce dell'innalzamento dell'età media. È quanto emerso dal convegno "La presbiacusia come fenomeno sociale. Cause, implicazioni, soluzioni", che si è svolto oggi all'Aquila, al quale hanno partecipato tra gli altri il professor Gaetano Paludetti, direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche del Policlinico Gemelli di Roma, e, come moderatore, il giornalista televisivo e divulgatore medico scientifico Luciano Onder. 

«È chiaro - ha spiegato Paludetti - che, innalzandosi l'età media, aumentano anche le persone che hanno bisogno di un aiuto dal punto di vista uditivo. Non va comunque sottovalutato il discorso della prevenzione che sta nell'avere una vita il più possibile sana, nell'evitare ambienti molto rumorosi e nel curare alcune malattie che possono incidere sull'orecchio. Se la cosa comunque accade, l'unica soluzione risiede oggi negli apparecchi acustici ovvero le protesi che stanno raggiungendo livelli tecnologici molto avanzati per la cui applicazione è richiesto un complesso di team multidisciplinare. Agli audioprotesisti spetta, comunque, una gran parte del lavoro, mente noi medici dobbiamo capire quando una protesi debba essere messa». L'evento ha messo intorno a un tavolo tutte le figure che intervengono nell'affrontare il fenomeno, dai medici generici e specialisti, agli audioprotesisti, passando anche per la figura dello psicoterapeuta essendo la presbiacusia un problema legato all'invecchiamento e causando nella persona affetta problemi non solo di udito.

«La presbiacusia - ha sottolineato Onder - è un problema sociale che investe oltre al malato, la famiglia e tutto il contesto in cui l'anziano svolge la sua quotidianità. L'anziano affetto da presbiacusia, infatti, se non giustamente trattato, può andare incontro a depressione e ad una demenza senile più repentina. Una famiglia attenta, pertanto, è importante così come lo è una diagnosi precoce».
Per Vittorio Sconci, direttore del Dipartimento di Salute Mentale del San Salvatore dell'Aquila, «bisogna cominciare a diffondere una cultura per la quale una persona che non sente non è una persona che ha dei problemi, bensì una persona che ha un problema naturale».
Per il dottor Loreto Fantauzzi, tecnico audioprotesista, «il 25% della popolazione, infatti, ha più di 65 anni e degli over 65, il 33% ha problemi di udito; la perdita dell'udito, purtroppo, sembra essere un fattore che influenza anche il decadimento cognitivo delle persone che ne sono affette e pertanto, va trattato con la giusta attenzione».