LA NUOVA POLEMICA

L'Aquila capoluogo ma non per Renzi, in arrivo una nuova agenzia regionale a Pescara

Pezzopane tranquillizza: «c'è solo una bozza»

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L'Aquila capoluogo ma non per Renzi, in arrivo una nuova agenzia regionale a Pescara

Matteo Renzi


L’AQUILA. Approda oggi in Consiglio comunale a L’Aquila la proposta di legge regionale ‘L’Aquila capoluogo’ ideata dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci (Pd).
L’idea è quella di definire il ruolo della città capoluogo di regione e individuare gli strumenti per la realizzazione di politiche di valorizzazione delle peculiarità locali, che siano in grado di rappresentare un possibile motore di sviluppo. Insomma ribadire la centralità del capoluogo regionale, messa talvolta in discussione.
Ma se in città si discute su una legge il cui scopo e i cui contenuti appaiono ancora vaghi e poco concreti, a Roma, concretamente, il Governo sembra avere le idee chiare su quale sia il capoluogo di Regione, con buona pace del presidente D’Alfonso
Il Governo Renzi, infatti, all’interno del Jobs Act ha proposto un decreto legislativo riguardante, come si legge nel titolo, la “Semplificazione delle attività ispettive in materia di lavoro e di legislazione sociale”.

«Il decreto prevede, in particolare», illustra il consigliere comunale Angelo Mancini (L’Aquila Oggi), «l’istituzione, a partire dal 1 gennaio 2016, di un’agenzia unica per le ispezioni sul lavoro, in modo che integri i servizi ispettivi del Ministero del Lavoro, del Ministero delle Politiche sociali, dell’Inps e dell’Inail».
La sede centrale dell’agenzia sarà a Roma ma vi saranno, sulla base del decreto, 18 sedi territoriali nelle varie regioni.
«Ebbene», contesta Mancini, «la relazione tecnica che accompagna il decreto prevede che le sedi siano istituite all’interno di immobili pubblici in grado di occupare non più di centro unità di personale. E aggiunge testualmente: “Va inoltre evidenziato che gli Uffici dell’Agenzia non necessariamente devono avere sede nel capoluogo di regione, in quanto tale scelta non sempre appare funzionale alle attività di coordinamento che è loro richiesto, ad esempio in Abruzzo, anziché L’Aquila, dove peraltro non è disponibile alcun immobile, è possibile disporre di una sede capiente a Pescara”. Un fatto gravissimo», protesta Mancini.
«Un’affermazione che esclude, immotivatamente, la città dell’Aquila, dove, tanto per fare un esempio, l’Inail ha una nuova e prestigiosa sede, mentre l’Inps è tornato nella storica sede di viale Rendina, grande e capiente. C’è da chiedersi chi abbia fornito queste informazioni al Governo e a che titolo».
Vuole vederci chiaro anche Pierpaolo Pietrucci, promotore della legge ‘L’aquila capoluogo’ che parla di «fatto gravissimo» e chiede delle risposte in merito a chi ha scritto la relazione che accompagna il D.L..

«Voglio conoscere», insiste Pietrucci, «sulla base di quale stima abbia proposto questa relazione. Chiedo al Presidente D’Alfonso che si impegni a trovare risposte immediate sulla vicenda, sulla quale personalmente non permetterò alcun tipo di illazione».
Secondo il consigliere regionale aquilano il patrimonio immobiliare pubblico di Pescara, rispetto a quello dell’Aquila «è inesistente, tanto da dover destinare gli uffici amministrativi in sedi prese in locazione. Al contrario, il patrimonio pubblico della città dell’Aquila ha una “capienza” importante, sulla quale si devono fare delle precise verifiche».
Anche per questo già da ieri Pietrucci ha dato mandato di convocare tutti i vertici delle pubbliche amministrazioni territoriali, «in modo da concertare uno stato dell’arte delle disponibilità effettive, in vista di una futura importantissima programmazione di recupero e di rientro degli immobili, a partire dalle sedi della Regione Abruzzo. Le illazioni non servono a questa città e non serve sovrapporre i piani di riflessione e di reazione in maniera irresponsabile. Mi sto adoperando perché sia fatta luce sulla vicenda, in maniera inequivocabile e rapidamente, con i fatti e con le giuste carte alla mano».

PEZZOPANE: «E’ SOLO UNA BOZZA»

«La sede deve stare a L'Aquila, ci opporremo ad ogni altra soluzione, come quella paventata nella bozza tecnica di decreto, di uno spostamento a Pescara, che siamo certi sia solo un'ipotesi priva di fondamento e che verrebbe vissuta come un vero e proprio scippo a L'Aquila, che si sta risollevando anche grazie all'impegno del Parlamento e del Governo», annuncia  la senatrice del Pd Stefania Pezzopane. Il testo del decreto attuativo che istituisce l'Agenzia è ancora solo in bozza, avverte la senatrice, e dovrebbe arrivare in un prossimo Cdm non ancora fissato.

«A L’Aquila ci sono ampi locali di proprietà pubblica a disposizione della nuova agenzia e ci batteremo contro questa ipotesi evidentemente comoda per qualche burocrate che vuole l'ufficio sotto casa». Nelle ultime ore la senatrice ha già interloquito con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il sottosegretario Teresa Bellanova: «mi hanno detto che il decreto deve ancora arrivare in Consiglio dei ministri, è solo una bozza predisposta dagli uffici e dunque c'è il tempo per mettere le cose a posto, ma se così non fosse continuerei una strenua battaglia in Parlamento». «La sede dell'Agenzia unica regionale del lavoro non può che essere L'Aquila. E' assurdo continuare a parlare di legge sull'Aquila capoluogo, un contenitore da riempire di sostanza, quando nei fatti il capoluogo di Regione viene svuotato delle competenze che gli spettano di diritto», contesta anche Paolo Sangermano, segretario Cisl della provincia dell'Aquila.
Sangermano invita la Regione «ad attivarsi concretamente perché quanto delineato dal Governo nella relazione tecnica del decreto- legge, venga scongiurato e all'Aquila sia riconosciuto un ruolo centrale».