SCUOLA (DE)CADENTE

Abruzzo. La scuola dei pericoli: crollano soffitti e le «balle di Renzi»

Dure reazioni dopo i fatti di ieri: ora occorrono fatti non propaganda

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Abruzzo. La scuola dei pericoli: crollano soffitti e le «balle di Renzi»





PESCARA. Ci voleva il crollo dell’intonaco in una scuola di Pescara e lo scoppio di una caldaia mezz’ora prima dell’inizio delle lezioni in un’altra di Villa Santa Maria perché questi episodi risuonassero a livello nazionale come un inquietante campanello di allarme.
Perché gli edifici scolastici italiani non sono affatto sicuri ed i nostri ragazzi rischiano ogni giorno.
Prova ne è il fatto che lo stesso governo Renzi a parole si è impegnato per “scuole più belle” e anche per “scuole più sicure”. Una serie di dubbi e proteste però si sono levate nei mesi scorsi sui criteri di affidamento di tali fondi che non terrebbero conto della urgenza e della emergenza, cioè delle priorità di intervento presso quei plessi più malridotti e che devono essere resi sicuri ora.
Stesse proteste veementi anche nelle politiche scolastiche: il piano della "Buona Scuola", che a breve dovrebbe essere lanciato nella sua stesura definitiva, ricalca infatti il progetto del Ddl Aprea (presentato sotto il governo Berlusconi) bloccato dalla mobilitazione di studenti e insegnanti nell'autunno 2012 poichè prevedeva l'ingresso di organismi privati nella scuola pubblica.

Il risultato è che le scuole continuano a cadere a pezzi.
Lo certifica anche un report di Cittadinanzattiva: «Lo stato di sicurezza di tante scuole nel nostro Paese è grave: quattro edifici su dieci hanno una manutenzione carente, oltre il 70% presenta lesioni strutturali, in un caso su tre gli interventi strutturali non vengono effettuati, più della metà delle scuole si trova in zona a rischio sismico e una su quattro in zona a rischio idrogeologico».
Cose vecchie e conosciute da anni ma nulla è stato fatto.

E forse non è un caso che proprio ieri in Abruzzo la cronaca ci segnalava due gravissimi episodi che riguardavano la scuola, due tragedie scampate solo per pura casualità. Il primo avvenuto nell’istituto alberghiero di Pescara “De Cecco” dove l’intonaco è ceduto (e per fortuna è caduto solo l’intonaco indebolito dall’umido e non il solaio); il secondo episodio è avvenuto nell’istituto di Villa Santa Maria in provincia di Chieti dove c’è stata una esplosione provocata da una caldaia malfunzionante che ha avuto per fortuna la “bontà” di esplodere prima della campanella di inizio delle lezioni.
  Ed è chiaro che non si può lasciar fare al caso né continuare ad esporre i ragazzi a rischi che fossero anche minimi.
E le parole del Presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco devono far riflettere: «L’esempio odierno ci insegna che anche aule scolastiche apparentemente in buone condizioni e sicure, possono nascondere grandi insidie».
E quelle dell’istituto De Cecco «apparentemente» non sembravano essere in condizioni critiche…  
Eppure da tempo il preside Paolo Andrea Buzzelli lamentava la necessità di interventi di manutenzione e l'inadeguatezza dei locali, soprattutto a fronte del grandissimo afflusso di studenti registrato negli ultimi anni.
Pronta è arrivata anche la reazione dei genitori, ovviamente molto preoccupati.
«Noi genitori non possiamo restare in ansia sapendo che, durante le lezioni, i nostri ragazzi rischiano costantemente la loro incolumità. Tutte le scuole devono essere messe in sicurezza senza permessi provvisori in deroga», ha detto Antonio Affinita, direttore generale Moige – movimento genitori.

ALBERGHIERO: LA NUOVA SEDE CHE SI ATTENDE DA 10 ANNI
La federazione dei giovani comunisti di Pescara ricorda inoltre che l’Istituto Alberghiero “De Cecco” attende da oltre un decennio una nuova sede, «peccato che destra e PD al governo della Provincia si siano spesi in questi anni solo nel ripetere anno dopo anno spot elettoralistici».
 «Dieci anni di politiche neoliberiste», dicono i giovani Comunisti, «hanno rottamato la scuola pubblica, arrivando a rendere pericoloso per uno studente recarsi semplicemente a lezione. L'austerità distrugge il diritto allo studio e mette in pericolo le nostre vite, è ora di finirla con gli slogan e ribaltare con la mobilitazione i progetti del governo Renzi».

«CROLLANO LE BALLE DI RENZI»
«Insieme ai soffitti crollano dunque anche le bugie del governo Renzi», dicono i deputati M5s, Vacca, Colletti, Del Grosso, «il premier un anno fa aveva promesso di risolvere il problema con ben 3,5 miliardi di euro! Peccato invece che di quei soldi se ne siano visti ben pochi, essendosi Renzi limitato a sbandierare soldi già stanziati dai governi precedenti e aggiungere poche briciole per dare un'imbiancata alle scuole con il piano "scuole belle".  Gli unici fondi che aumentano sono quelli chiesti, talvolta in maniera coattiva, alle famiglie. Ma non c'è nessuna traccia di un serio piano, anche d'investimenti, per rendere le scuole italiane sicure e magari funzionali. La verità è dunque che il governo Renzi continua la politica dei tagli dei governi precedenti, così come certificato nella recente legge di stabilità: la buona scuola è una grande operazione mediatica, un gigantesco spot che probabilmente aggraverà i problemi della scuola italiana».
Il Movimento 5 stelle, anche con i deputati della commissione cultura e istruzione di cui fa parte Gianluca Vacca, dall'inizio della legislatura ha posto il problema tra le atre cose anche con una mozione presentata nei primi mesi e bocciata dalla maggioranza, poi ancora con vari emendamenti e con una proposta di legge specifica sull'edilizia scolastica che prevede lo stanziamento di 600 milioni circa annuali, per sempre e strutturali, e una programmazione triennale.  
«Ma il governo Renzi, come i governi precedenti, continua a preferire i finanziamenti agli F35 e alle missioni militari, gli sconti alle concessionarie di slot machine invece d'investire nella sicurezza delle nostre scuole», concludono i deputati.
«Il governo Renzi», ha detto invece la senatrice Stefania Pezzopane, «si è impegnato tantissimo e molto ha già fatto, coi progetti 'Scuole sicure',  'Scuole nuove' per la messa in sicurezza e la realizzazione di edifici nuovi e anche 'Scuole belle', per la manutenzione. Ma la verità è che l'attuale situazione del patrimonio scolastico è il frutto di decenni di incuria e dunque è difficile risolvere tutto in poco tempo. Bisogna aumentare le risorse e soprattutto semplificare le regole del patto di stabilità e le procedure affinché il processo di messa in sicurezza sia effettivo e rapido».

«Nonostante le chiacchiere di Renzi», dice il deputato Sel, Gianni Melilla, «gli Enti Locali hanno visto tagliare anche quest anno i trasferimenti dallo Stato per curare le scuole e renderle sicure.
Come SEL abbiamo chiesto un grande piano di investimenti pubblici per la manutenzione delle scuole e il risanamento del territorio devastato dal dissesto idrogeologico. Si sarebbero creati anche migliaia di nuovi posti di lavoro e migliorata la qualità sociale del nostro Paese»

La senatrice del gruppo Ncd-Udc, Federica Chiavaroli, annuncia di aver informato il ministro dell’Istruzione.

PAROLE AL VENTO  E TROPPI PRECEDENTI
Il distacco dell'intonaco nella scuola di Pescara non è che l'ennesimo incidente provocato dalle condizioni spesso fatiscenti delle scuole italiane. Il mese scorso, l'8 gennaio, era crollato l'intonaco di un soffitto in un asilo in Lombardia ferendo sette bambini. Un incidente avvenuto a distanza esattamente di un anno dalla disgrazia accaduta in un liceo di Lecce, l'8 gennaio del 2014, quando uno studente morì a scuola per la caduta in un pozzo di luce causata dal cedimento di una grata. E' stato questo uno degli episodi più gravi degli ultimi anni, tra gli incidenti a scuola, come quello del liceo Darwin di Torino dove nel 2008, a seguito del crollo di un controsoffitto, rimase ucciso uno studente di 17 anni e altri 17 furono feriti.
Proprio qualche giorno fa la Cassazione aveva confermato le sei condanne, tre a carico di funzionari della Provincia di Torino e tre per gli insegnanti, proprio per il crollo del soffitto al liceo Darwin di Rivoli. Ma tanti sono gli incidenti e i crolli nelle scuole registrati dalla cronaca negli ultimi anni.
Ecco alcuni precedenti: Nel 2014, a febbraio, crolla l'intonaco del soffitto di una scuola elementare di Palermo e rimangono feriti tre bambini di quarta. Il 30 aprile crolla il soffitto di una palestra della scuola elementare di Russi (Ravenna) dove alcune giovani ginnaste dell'artistica si stavano allenando; in questo caso fortunatamente nessun ferito. Il 10 settembre analogo incidente in una scuola di Tivoli, vicino Roma, sempre il crollo dell'intonaco del soffitto di una palestra, e questa volta a restare feriti sono due insegnanti. Nel 2013 (29 novembre) al Liceo classico Dettori di Cagliari crollano due metri quadri di soffitto, ferendo un'insegnante e due studenti.
Qualche giorno dopo, il primo dicembre, crollano alcune controsoffittature all'istituto tecnico Giulio Cesare di Bari; nessun ferito in questo caso perché l'incidente accade di domenica. Andando ancora indietro nel tempo, all'inizio del 2013, il 19 gennaio, cade una porzione di intonaco nella scuola elementare di Rogoredo di Casatenovo (Lecco). Tre bambini di sei anni rimangono feriti: uno si frattura un braccio, un altro un dito, mentre il terzo ha una lesione a una spalla.
E gli esempi potrebbero continuare all’infinito…