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Truffe on line, dopo un anno e mezzo di latitanza preso il complice di Aramino

Era a Berlino ed è stato estradato in Italia

Redazione Pdn

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Truffe on line, dopo un anno e mezzo di latitanza preso il complice di Aramino

LANCIANO. Un anno e mezzo da latitante, poi a fine gennaio l’arresto a Berlino e qualche giorno fa il via libera all’estradizione.
Il procuratore di Lanciano Francesco Menditto aveva chiesto il suo arresto per associazione a delinquere finalizzata alle truffe on line ad agosto del 2013 ma in quell’occasione, M.A., era riuscito a sfuggire alla cattura.
In manette era fino invece il capo della presunta associazione a delinquere Maurizio Aramino accusato di aver truffato oltre mille persone.
«L'attività criminale capeggiata da Aramino spicca nel panorama nazionale per caratura, mole e organizzazione delle truffe perpetrate», disse la Postale. E da alcune intercettazioni telefoniche emerse anche la sua spregiudicatezza: «non solo minacciava le vittime, ma anche gli operatori delle forze dell'ordine», hanno ricostruito gli inquirenti. Famosa una intercettazione in cui l’uomo disse ad un utente di Ebay «tu mi lasci un commento negativo? Speriamo che l'Aquila ti ricaschi in testa un'altra volta a distanza di 2 anni e 2 giorni: che l'Aquila ti cada ancora in testa stanotte».
Qualche giorno dopo l’arresto di Aramino si consegnò spontaneamente anche un secondo componente del gruppo, Nino Nuccio, 30 anni di Lanciano.
Adesso anche la corsa di M.A (gli inquirenti non hanno fornito il nome completo), colpito da mandato di arresto Europeo, si è conclusa.

INCHIESTA PARTITA NEL 2010
L’inchiesta è partita nel 2010 della Procura di Lanciano che sarebbe riuscita a ricostruire una lunga serie di truffe telematiche su eBay e altri portali di e-commerce.
Gli inquirenti parlano di un'associazione a delinquere «senza precedenti in Italia».
Enorme la mole di accertamenti effettuati dalla Sezione Polizia Postale di Chieti coordinata dal Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Pescara in merito ad una miriade di truffe fatte con diversi account e-Bay (master-vantec, shops_center, k-golden-k, esse_di_esse, orion.elettronic, costuiler, premiunt e alsemione) mediante i quali venivano simulate vendite di smartphone, tablet, notebook e prodotti tecnologici vari.
Questi episodi di truffa, apparentemente scollegati, in realtà avevano dei dettagli che li accomunavano, per cui grazie ad un’intensa attività di intercettazione telefonica, pedinamenti e appostamenti sono stati acquisiti molteplici elementi investigativi che dimostravano l’esistenza di un sodalizio criminale radicato nel territorio frentano dedito in forma stabile ed organizzata alla commissione di una serie di reati.
Gli investigatori hanno incrociato numerosissimi dati, quali utenze telefoniche, indirizzi IP, movimentazioni di conti correnti bancari o postali, conti gioco, carte prepagate e indirizzi di spedizione della merce, acquisendo immagini dai sistemi di videosorveglianza presso sportelli ATM bancari o postali, documentazione sull’attivazione di utenze telefoniche, registrazione di account e-Bay ed apertura di conti correnti bancari o postali nonchè testimonianze dirette e, non da ultimi, riscontri ottenuti attraverso decine di servizi di pedinamento e appostamento.

MODUS OPERANDI COLLAUDATO
Sono state intercettate complessivamente 22 utenze telefoniche, per circa 10.000 conversazioni e da esse è emerso un modus operandi piuttosto collaudato: con documenti falsi di altri soggetti, ignari o anche compiacenti, venivano aperti svariati account su siti di E-commerce sempre con largo anticipo, per crearsi una certa anzianità di registrazione sul sito e un alto numero di feedback positivi creati ad hoc dagli stessi responsabili.
Da un’attenta analisi dei tabulati delle utenze e degli apparati telefonici utilizzati, è arrivata la conferma che le diverse truffe avevano tutte un unico filo conduttore. Il gruppo con il passare degli anni ha incrementato la propria pericolosità sociale e affinato le proprie conoscenze tecniche, incamerando profitti per circa 500.000 Euro.
«L’arresto», commenta il compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “Abruzzo”, «dimostra l’efficacia della collaborazione internazionale in ambito investigativo e giudiziario, la quale ha consentito di seguire le tracce del latitante che in breve tempo è stato arrestato ed estradato in territorio italiano».

Alessandra Lotti