LA SENTENZA

Alcool test nullo senza il diritto di farsi assistere dal legale

L’agente deve avvisare il conducente che può chiamare l’avvocato

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Alcool test nullo senza il diritto di farsi assistere dal legale




CHIETI. L’alcool test è poco più di un pezzo di carta straccia se non viene effettuato secondo le regole e cioè che le Forze dell’ordine debbono informare il conducente dell’auto fermata per un controllo che è suo diritto avvalersi della presenza dell’avvocato di fiducia.
Solo se il legale non arriva in tempi brevissimi, l’agente può sottoporre al test il conducente fermato e verificare se è più o meno brillo, con tutte le conseguenze del caso. Ma prima lo deve informare di questo suo diritto. Altrimenti il test è nullo o comunque annullabile, con tutto quello che può significare oggi per le pratiche ancora sospese che rischiano di finire al macero.
La novità è contenuta in una recente sentenza delle Sezioni unite della Cassazione che ha dato risposta al dubbio interpretativo che portava a sentenze differenti e cioè se la nullità dell’alcool test deriva dal mancato avvertimento al conducente di un veicolo della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia (e questa eccezione va fatta dall’interessato prima del test) o se solo il difensore debba avanzare successivamente questa richiesta di nullità. La sentenza è un precedente che indubbiamente aggraverà non poco l’opera delle Forze dell’ordine in assenza di un riordino normativo e nello stesso tempo rischia di rendere nulle tutte le multe, i sequestri ed il ritiro della patente avvenuti senza la frase di rito: «può farsi assistere da un legale».

«Spesso capita che il test dell’alcool viene effettuato in situazioni confuse – spiega l’avvocato Alberto Guidoni, esperto in questa materia - così accade che, per negligenza o dimenticanza, l’agente non informi l’automobilista di questo suo diritto. Questa comunicazione è obbligatoria secondo le disposizioni attuative del Codice di procedura penale perché di fatto è l’unica garanzia effettiva alla quale il conducente ha diritto».
 Allora molti casi pendenti saranno annullati, se non risulta l’avvertimento al conducente?
«L’alcool test è la prova “regina” a fondamento della responsabilità del conducente con un livello alcoolico superiore alle soglie considerate dal Codice della strada, quando scatta la contravvenzione penale. Per questo l’avvertimento al conducente della possibilità di essere assistito da un legale dipende dal fatto che questo esame rientra nella previsione del Codice di procedura penale (accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone) e che ad esso il difensore dell’indagato ha facoltà di assistere».

 Infatti resta fermo che il controllo del tasso di alcool nel sangue del conducente è classificato come un atto di polizia giudiziaria urgente e indifferibile e come tale può essere espletato anche in assenza del difensore, solo se questi non può arrivare sul posto in tempi brevissimi. Fino alla sentenza della Cassazione la linea giurisprudenziale seguita è stata duplice: secondo un indirizzo più restrittivo, la nullità doveva essere eccepita o prima del test oppure entro 5 giorni, ovvero il tempo che il codice di procedura penale concede per l’esame dei verbali relativi ad atti cui il difensore ha diritto di assistere.
Secondo un orientamento meno rigoroso, l’eccezione poteva essere proposta nel primo atto difensivo successivo, anche se posteriore di molto tempo rispetto al compimento della rilevazione alcool emica. Adesso la Cassazione ha enunciato in modo chiaro il principio che «la nullità conseguente al mancato avvertimento al conducente di un veicolo, da sottoporre ad esame alcolimetrico, della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, può essere tempestivamente dedotta fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado».

Sebastiano Calella