ARRESTI

Assalto portavalori, preso a Monza il super latitante ricercato in Abruzzo

In manette Giovanni Misso ex ergastolano rimesso in libertà

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Assalto portavalori, preso a Monza il super latitante ricercato in Abruzzo




MONZA. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza hanno arrestato in flagranza di reato con un blitz a Caronno Pertusella una banda composta da quattro persone sospettate di essere un gruppo armato dedito alle rapine ai danni di furgoni portavalori.
Tra loro anche il pluripregiudicato Giovanni Misso, 60 anni, livornese, vecchia conoscenza dell’Abruzzo che ad ottobre scorso riuscì a sfuggire alla cattura. Le porte del carcere, invece, si aprirono per i suoi colleghi con il quale l’uomo aveva eseguito una lunga serie di rapine nel Pescarese.
Ma ieri la corsa di Misso si è fermata: lui balzò agli onori della cronaca quando nel 1979 assaltò la scorta che seguiva lo spostamento di un detenuto. Nella sparatoria che seguì il tentativo di evasione, venne ucciso un carabinieri. Misso venne arrestato e condannato all'ergastolo e rimase in carcere fino al 1990 quando ottenne i primi permessi premi. Poi nel 1993 è stato rimesso in libertà visto «l'ottimo comportamento».
Ma una volta fuori ha ripreso a commettere rapine, l'ultima a un portavalori a Pescara, sfuggendo per miracolo alla cattura.
Ad ottobre scorso, infatti, in una maxi operazione condotta da polizia e carabinieri Misso, proprio lui che veniva considerato l’elemento più pericoloso della banda, si ‘salvò’.
In manette finirono altri quattro abruzzesi Roberto De Lido, Nicola Nocella, Mario Di Emidio e Massimiliano Palliotti ai quali la procura di Pescara ha contestato, tra le altre cose, alcune rapine compiute in provincia di Pescara, compresa quella da 52 mila euro ad un portavalori che trasportava gli incassi del centro commerciale Mall di Villanova di Cepagatti nel 2013. Una pericolosa banda criminale, così l’avevano definito gli inquirenti, «pronta ad uccidere con armi micidiali»

L’ARRESTO DI IERI
Ma ieri per il latitante Misso si sono aperte le porte del carcere. Con lui sono finiti in manette Davide Galullo, pregiudicato 21 anni di Atri residente a Roseto, Damiano Chiaro, 24 anni, di Giussano, incensurato e Luciano Zaccagnino, 44 anni, anche lui incensurato.
L’inchiesta dei carabinieri di Monza è partita ad agosto 2014 dopo una rapina in danno di un furgone portavalori davanti all’ufficio postale di Cesano Maderno per un totale di 120.000 euro.
Ad ottobre c’è stata un’accelerazione: analisi del traffico di intere celle telefoniche, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, apparati gps per sostituire gli operatori nei pedinamenti difficili hanno consentito l’identificazione dei vari componenti di un sodalizio delinquenziale dedito alle rapine in danno di “portavalori”.
Anche in questo caso gli inquirenti sono riusciti a verificare la disponibilità di numerose armi da fuoco da parte dei sodali.
A partire dal 30 ottobre i carabinieri sono stati impegnati in un costante monitoraggio del gruppo delinquenziale, formato da 12 persone. Il 3 novembre è stato sventato l’assalto armato ad un furgone portavalori nei pressi dell’ufficio postale di Mariano Comense (Como) individuando anche una base logistica del sodalizio localizzata in provincia di Varese.
Il 4 novembre è stata sventata un'altra rapina pianificata nei confronti di un furgone portavalori nei pressi del Centro Commerciale “Fiordaliso” di Rozzano (Milano).

«SPREGIUDICATEZZA DEI CRIMINALI»
In quel caso, vista «l’evidente spregiudicatezza dei criminali e la loro pericolosità», con un blitz i carabinieri di hanno arrestato in flagranza quattro persone.
I carabinieri sono riusciti a recuperare un ingente quantitativo di armi da fuoco, anche tipo da guerra e clandestine, nonché giubbotti anti-proiettile, materiale per il travisamento, sostanza stupefacente e veicoli provento di furto.
Il 29 novembre scorso sono finiti in manette anche due dei componenti della banda subito dopo una rapina perpetrata presso la Sala Scommesse SNAI di Paderno Dugnano recuperando, il denaro portato via (16.000 circa), nonché due armi da fuoco di cui una clandestina. Un ulteriore arresto in flagranza è avvenuto il 22 dicembre scorso quando sono state sequestrate due armi da fuoco detenute illegalmente, nonché un chilo e mezzo di hashish e sono stati trovati due veicoli di provenienza delittuosa ed altro materiale di assoluto interesse investigativo.
In totale il gip ha emesso una misura di custodia cautelare nei confronti di 12 persone (di cui sei già detenute) per i reati di associazione a delinquere, favoreggiamento personale, porto di armi clandestine rapina pluriaggravata ricettazione sequestro di persona tentato omicidio detenzione e spaccio sostanze stupefacenti detenzione segni distintivi in uso alle forze di polizia.