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Petrolio. Un pozzo di idrocarburi a Ripatransone tra case e vigne?

Marche e Abruzzo si coalizzano contro la nuova richiesta

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Petrolio. Un pozzo di idrocarburi a Ripatransone tra case e vigne?

RIPATRANSONE. Sul sito del Ministero dell'Ambiente è comparso l'annuncio dell'avvio del procedimento di Valutazione di impatto Ambientale di carattere nazionale per lo scavo di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi a Ripatransone in provincia di Ascoli Piceno.
Il proponente è la società Apennine Energy, la stessa società che vuole scavare, tra le polemiche e l'opposizione dei cittadini, un pozzo simile in Lombardia alle porte di Milano a Zibido S. Giacomo. Dal deposito del progetto decorrono 60 giorni per la presentazione di osservazioni contrarie all'iniziativa. Chiunque, siano essi associazioni, semplici cittadini, produttori e amministrazioni, può presentare documenti al Ministero entro i termini, quindi entro il 15 marzo 2015.
«Da una prima valutazione», commentano Augusto De Sanctis, Enrico Galiano ed Enzo di Salvatore che da anni si battono in Abruzzo contro la deriva petrolifera, «si evince che la trivella sarebbe localizzata tra case e vigne proprio all'ingresso del centro abitato. Ricordiamo che la provincia di Foggia ha recentemente bocciato una proposta simile localizzata a 5 km dal capoluogo per i gravissimi rischi potenziali per la popolazione in caso di incidente». Il TAR di Bari a cui si erano rivolti i petrolieri ha confermato la bocciatura confermando la presenza di rischi per i cittadini.

L'Associazione Ambiente e Salute nel Piceno, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, il Coordinamento NO TRIV e l'Associazione Cittadini di Zibido S. Giacomo richiamano l'attenzione di tutti, cittadini, associazioni di categoria e amministrazioni su questo procedimento «affinché si formi un fronte compatto contro la deriva petrolifera volta a soppiantare le produzioni di qualità con l'industria degli idrocarburi. Associazioni e movimenti stanno approfondendo il caso specifico e presto produrranno osservazioni tecniche di dettaglio».
«Si tratta di metano – spiega il vicesindaco di Ripatransone Alessandro Lucciarini a ‘La Nuova Riviera’-. L’intervento da parte della ditta riguarda la realizzazione di un pozzo della profondità di 4 kilometri e mezzo. A quella profondità pensano di trovare una sacca di metano tale da garantire una buona produzione. Non stiamo quindi parlando della stessa situazione di San Benedetto. Qui, infatti, il gas metano sarebbe immediatamente trasportato alla centrale della Valmenocchia che è già operativa da anni. Non è quindi un accumulo di gas».
Lucciarini promette comunque un incontro con la cittadinanza: «Dal progetto non definitivo – spiega – si passerà alla pubblicazione con le varie osservazioni. Noi vaglieremo e a prescindere da come andranno le cose, istituiremo un’assemblea pubblica con i cittadini perché comunque è necessario fare chiarezza sulla questione».

+++Tutta la documentazione è scaricabile online liberamente dal sito ministeriale.