LA PROTESTA

Stoccaggio gas San Benedetto del Tronto, in 2 mila alla fiaccolata per dire no

«Quale futuro per i nostri figli?»

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Stoccaggio gas San Benedetto del Tronto, in 2 mila alla fiaccolata per dire no
SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Si è svolta domenica scorsa a San Benedetto del Tronto la fiaccolata, organizzata dai vari comitati locali, contro gli impianti di stoccaggio del gas che occuperebbero 87 km quadrati di territorio tra Marche e Abruzzo.
Massiccia la presenza di cittadini, comitati nazionali, regionali e locali come il Coordinamento Comitati ambientalisti Lombardi, No Triv, Confederazione Cobas, Forum acqua abruzzese, Laboratorio Sciopero Sociale Abruzzo, Comitato No Stoccaggio di San Martino sulla Marrucina, Associazione Luce Viva di Sant' Elpidio al mare, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, la Confesercenti. E ancora il sindaco (fischiato all'infinito dai suoi cittadini) e tanti altri.
Chiari i messaggi lanciati tramite cartelli e striscioni: «giù le mani dal nostro territorio», «sì alle energie alternative».
Forti le parole di Enzo Di Salvatore, del Coordinamento Nazionale No Triv; di Ezio Corradi del Coordinamento Comitati ambientalisti Lombardi e di tanti altri che hanno sottolineato «la gravità di un massacro ambientale in una terra che vuole continuare a vivere, ad esistere e soprattutto vuole un futuro degno di essere lasciato in eredità ai figli che dovranno continuare a tenerlo tale».

«Qui si vive di turismo, pesca, agricoltura e di aria buona, anche se già "qualche" disastro c'è stato», hanno detto i Cobas nel loro intervento riferendosi al terremoto - con la non ricostruzione - del 6 aprile 2009 a L' Aquila, ai capodogli arenati sulla spiaggia di Vasto; alle megadiscariche di veleni di Bussi sul Tirino che figurano tra le emergenze nazionali, con l'inquinamento del territorio della Val Pescara e dopo altri disastri.
Questo impianto ( la stazione di pompaggio e trattamento del gas) verrebbe realizzato in zona agraria di San Benedetto e servirebbe a immettere a pressione gas (circa 500 milioni di metri cubi) in una specie di “serbatoio naturale” che si trova nel sottosuolo di San Benedetto e dell’area limitrofa.
Se venisse realizzato questo impianto, contestano gli oppositori, «in futuro noi, i nostri figli, le nostre case, le nostre attività, ogni cosa, saremmo “seduti” sopra. Un incidente potrebbe accadere in due casi: un errore umano o un evento naturale (terremoto ed altro che non possono escludersi con certezza) potrebbe innescare la “bomba” e provocare un disastro, considerata la enorme quantità di gas e la vastità della zona coinvolta».